La firma in prefettura (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Punti di arrivo e al contempo punti di partenza». Il prefetto di Perugia Antonella De Miro ha definito così i tre protocolli, con al centro il tema della sicurezza, siglati venerdì mattina nella prefettura di Perugia. «Una sicurezza partecipata e costruita tutti insieme». Il primo documento sancisce l’accordo tra prefettura e Regione e sarà valido per tre anni sull’intero territorio umbro: oggetto del protocollo sono la formazione e l’aggiornamento degli agenti delle forze dell’ordine, misure in tema di prevenzione sociale e sicurezza integrata, interscambio di dati su criminalità e degrado urbano, integrazione delle sale operative delle diverse forze di polizia e anche risorse per dotare le polizie di nuovi mezzi di trasporto, anche elettrici.

Infiltrazioni delle mafie Il secondo protocollo, annunciato mesi fa, è stato firmato da prefettura e Comune di Perugia e riguarda la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale. Con il documento si innalza il livello di cooperazione tra i due enti principalmente a proposito di contratti e appalti pubblici. Un testo nel quale, tra le altre cose, si prevedono controlli sulla documentazione antimafia anche per quegli appalti e contratti al di sotto delle soglie di valore per le quali, in teoria, non servirebbero controlli. Il Comune poi inserirà in bandi e cotratti una clausola che impone alle ditte di comprovare l’iscrizione alle cosiddette white list delle prefetture (ovvero gli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione) già all’atto della partecipazione alla gara.

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Perugia sicura Un faro sarà acceso anche sui passaggi di proprietà delle attività economico-commerciali, in alcuni casi sintomo di usura o estorsione. Da ultimo, sono previsti controllo contro l’immigrazione irregolare e le illegalità nel settore abitativo. Il terzo e ultimo accordo è la prosecuzione, per altri due anni, del Patto per Perugia sicura tra Comune, prefettura e Provincia «che tiene conto – ha detto il prefetto – dei risultati positivi ottenuti». Oltre alla conferma di quanto previsto già nelle precedenti intese, con la centralità del contrasto allo spaccio e all’immigrazione clandestina, il protocollo si occupa dei temi della vivibilità e della sicurezza del centro storico, dei quartieri e delle frazioni del capoluogo e prevede l’impegno da parte del Comune su un aumento dei controlli sugli esercizi pubblici e sull’installazione di telecamere. Previsto anche un supporto economico della Regione per restituire alla collettività i beni confiscati alle mafie.

Tavolo permanente Il patto inoltre prevede un tavolo permanente di supporto al prefetto per la definizione dei progetti, mentre la Provincia, nonostante le incertezze legate alla sorte della polizia provinciale, metterà a disposizione il corpo. Alla firma, oltre al prefetto e al presidente della Regione Catiuscia Marini, hanno partecipato il sindaco di Perugia Andrea Romizi, il presidente della Provincia di Perugia Nando Mismetti, il sottosegretario agli Interni Gianpiero Bocci e i vertici delle forze dell’ordine. «Non dobbiamo abbassare la guardia – ha detto Romizi -, specialmente per quanto riguarda alcune zone critiche come Fontivegge . Quanto al nuovo protocollo contro le infiltrazioni, si tratta di un elemento importante». Romizi poi ha battuto su un tasto più volte pigiato in questo primo anno da sindaco, ovvero che «lo sforzo deve essere partecipato insieme alla città, ai suoi quartieri e alle sue associazioni».

Collaborazione La presidente Marini invece ha parlato, come Bocci, di «accordi figli di una collaborazione istituzionale che in Umbria viene portata avanti da anni, prendendosi ognuno le proprie responsabilità». Una regione dove «al di là dei dati statistici – ha aggiunto – non abbiamo minimizzato il tema della sicurezza partecipata». Dal suo punto di osservazione poi Bocci vede i protocolli come «una cornice entro la quale nelle prossime settimane andranno collocati contenuti e azioni concrete, ma allo stesso tempo si tratta di una tappa importante». Mismetti invece più di un dubbio sulla firma del patto ce l’ha avuto, non tanto per quanto riguarda i contenuti quanto sulle prospettive dell’ente che lui guida: «E’ un momento difficile per le nostre comunità e anche per noi – ha detto – e nonostante le incertezze sul futuro sconsigliassero l’assunzione di impegni a medio termine, ha voluto ugualmente partecipare al rinnovo del Patto per Perugia Sicura come segno tangibile della propria volontà di continuare ad operare insieme alle altre Istituzioni per il benessere e la sicurezza dei cittadini».

Twitter @DanieleBovi

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