L'ingresso del consiglio regionale

di D.B.

Un’applicazione per smartphone che consentirà di contattare in modo facile e veloce la polizia locale competente territorialmente, in qualsiasi momento e in qualunque parte del territorio. È il progetto avviato dalla Regione e che dovrebbe vedere la luce nel corso dell’anno, parte della programmazione degli interventi 2013-2014 in materia di sicurezza. Il documento è stato presentato giovedì dall’assessore regionale Fabio Paparelli di fronte alla Prima commissione di palazzo Cesaroni, che ha rimandato il voto sull’atto al 27 febbraio vista la richiesta, avanzata dalla Commissione, di ricevere e poi leggere i verbali degli interventi delle parti sociali alla riunione della Conferenza regionale sulla sicurezza. Negli intenti l’applicazione servirà anche a migliorare il collegamento tra le sale operative, il flusso di informazioni e la raccolta di dati.

Regolamento Il 2014 secondo i programmi sarà anche l’anno in cui verrà scritto il regolamento regionale della polizia locale, che tra gli altri paletti fisserà anche quelli relativi a mezzi e strumenti in dotazione. Altro punto qualificante della programmazione sarà il protocollo d’intesa tra Regione e ministero dell’Interno, che consentirà tra l’altro la raccolta dei dati in tempo reale connettendo diversi sistemi informativi. Un pacchetto di numeri che permetterà una migliore analisi del territorio e che riguarderà, ad esempio, il monitoraggio degli esercizi pubblici e del commercio abusivo, la violenza su minori e donne, il contrasto delle infiltrazioni criminali e così via. Paparelli ha poi parlato dei patti locali per la sicurezza integrata, che hanno lo scopo di promuove la cooperazione sul tema tra gli enti locali.

L’Università L’Università inoltre, in forza di una convenzione con la Regione, continuerà nella sua analisi dei dati basati sui reati denunciati, che per il momento ha prodotto lavori che abbracciano gli anni fino al 2010. Uno scarto temporale che nei scorsi mesi ha suscitato più di una perplessità. In questo momento deve essere completato il lavoro sulle annualità dal 2011 al 2013 mentre in programma c’è anche un’indagine sulla cosiddetta «vittimizzazione», che permetterà di evidenziare la popolazione più a rischio di subire i reati. Prevista anche la pubblicazione di un volume dedicato alla criminalità e alle politiche di sicurezza in Umbria e, nel corso del 2014, un convegno internazionale su questi temi e sul governo dello spazio urbano. Interventi, specialmente su welfare e coesione sociale (dalla formazione all’inserimento lavorativo fino a mediazione culturale e sostegno per l’autonomia abitativa) sono previsti per contrastare l’uso di droghe.

Centri antiviolenza In più la programmazione prevede l’incentivazione affinché le città si dotino di illuminazione «il più possibile diffusa», nonché di parcheggi rosa in aree sensibili. Da ultimo, oltre all’apertura di due Centri antiviolenza a Perugia e Terni, in programma c’è un monitoraggio di tutti i sistemi di videosorveglianza installati nella regione, così da riuscire a capire quali tecnologie sono state utilizzate, gli obiettivi sorvegliati e i costi. Lo stanziamento di risorse per il 2013 ammonta a 272 mila euro. La parte più consistente, 35 mila euro, andranno al ‘Patto per Perugia sicura’, 200 mila al «miglioramento della sicurezza delle comunità locali», 27 mila ai servizi di prima assistenza e aiuto alle vittime di fatti criminosi, 10 mila al ‘Patto per Terni sicura’ e altrettanto promozione accordi e intese con lo stato e i soggetti delle autonomie locali.

Dibattito Nel corso del dibattito Monni (Ncd) ha chiesto una razionalizzazione delle «spese non necessarie, come la cooperazione e il comitato regionale per l’emigrazione, così da finanziare interventi in ambiti prioritari come sanità, lavoro e sicurezza». Più fondi e meglio impiegati è invece la richiesta di Forza Italia, che con Nevi sostiene come la programmazione dimostrerebbe «una certa impostazione culturale» e disperderebbe le risorse «in troppi interventi non risolutivi». Apprezzamento per l’atto è arrivato invece dal Pd

Un’applicazione per smartphone che consentirà di contattare in modo facile e veloce la polizia locale competente territorialmente in qualsiasi momento e in qualunque parte del territorio. È il progetto avviato dalla Regione e che dovrebbe vedere la luce nel corso dell’anno, parte della programmazione degli interventi 2013-2014 in materia di sicurezza. Il documento è stato presentato giovedì dall’assessore regionale Fabio Paparelli di fronte alla Prima commissione di palazzo Cesaroni, che ha rimandato il voto sull’atto al 27 febbraio per la necessità, fatta dalla Commissione, di ricevere e poi leggere i verbali degli interventi delle parti sociali alla riunione della Conferenza regionale sulla sicurezza. Secondo Paparelli l’applicazione servirà anche a migliorare il collegamento tra le sale operative, il flusso di informazioni e la raccolta di dati.

Il 2014 secondo i programmi sarà anche l’anno in cui verrà scritto il regolamento regionale della polizia locale, che tra gli altri paletti fisserà anche quelli relativi a mezzi e strumenti in dotazione. Altro punto qualificante della programmazione sarà il protocollo d’intesa tra Regione e ministero dell’Interno, che consentirà tra l’altro la raccolta dei dati in tempo reale connettendo diversi sistemi informativi. Un pacchetto di numeri che consentirà una migliore analisi del territorio e che riguarderà, ad esempio, il monitoraggio degli esercizi pubblici e del commercio abusivo, la violenza su minori e donne, il contrasto delle infiltrazioni criminali e così via. Paparelli ha poi parlato dei patti locali per la sicurezza integrata, che hanno lo scopo di promuove la cooperazione sul tema tra gli enti locali.

L’Università poi, in forza di una convenzione con la Regione, continuerà nella sua analisi dei dati basati sui reati denunciati, che per il momento ha prodotto lavori che abbracciano gli anni fino al 2010. Uno scarto temporale che nei scorsi mesi ha suscitato più di una perplessità. In questo momento deve essere completato il lavoro sulle annualità dal 2011 al 2013 mentre in programma c’è anche un’indagine sulla cosiddetta «vittimizzazione», che permetterà di evidenziare la popolazione più a rischio di subire i reati. Prevista anche la pubblicazione di un volume dedicato alla criminalità e alle politiche di sicurezza in Umbria e, nel corso del 2014, un convegno internazionale sulle politiche di sicurezza e il governo dello spazio urbano. Interventi, specialmente su welfare e coesione sociale (dalla formazione all’inserimento lavoratovio fino a mediazione culturale e sostegno per l’autonomia abitativa) sono previsti per contrastare l’uso di droghe.

Due i centri antiviolenza che verranno aperti (uno a Perugia e l’altro a Terni), oltre all’incentivazione affinché le città si dotino di illuminazione «il più possibile diffusa», di parcheggi rosa in aree sensibili. Da ultimo, in programma c’è un monitoraggio di tutti i sistemi di videosorveglianza installati nella regione, così da riuscire a capire quali tecnologie sono state utilizzate, gli obiettivi sorvegliati e i costi. 

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