di D.B.
In una delle rarissime giornate di pioggia che caratterizza questa stagione di siccità, la Regione insieme agli assessori competenti delle Province, agli Ati e alle associazioni agricole fa il punto sulla grave crisi idrica che sta colpendo l’Umbria e si dà tre settimane di tempo per la redazione di un vero e proprio piano di emergenza . Dalla riunione di giovedì a palazzo Donini, sede dell’esecutivo regionale (che nei giorni scorsi ha chiesto al governo lo stato di emergenza), emergono già alcuni dei punti che caratterizzeranno il piano. Da quanto noto si punterà innanzitutto ad un’accelerazione degli interventi in corso di realizzazione sugli acquedotti di Montedoglio e di collegamento sul Subasio, con l’allaccio e l’utilizzazione di tutti gli acquedotti realizzati e non ancora in esercizio. Interventi sono poi previsti anche per contenere la dispersione: i soldi dei fondi Fas verranno assegnati dalla giunta agli Ati per cercare di contenere gli sprechi.
Gli interventi Da subito inoltre verrà ridotta la pressione dell’acqua nelle ore notturne. Non manca poi un appello ai cittadini ad adottare gli ormai noti «comportamenti virtuosi» per cercare di risparmiare acqua. Nel corso dei prossimi giorni saranno anche mappati tutti gli invasi collinari presenti in Umbria e individuate tutte le possibili risorse con lo scopo di metterle a disposizione del mondo agricolo, assai preoccupato dalla scarsità di acqua. Se continuerà a non piovere con una certa intensità inoltre la Regione si riserva la possibilità di emettre licenze di attingimento «preadottando qualsiasi azione nel caso in cui le condizioni meteorologiche dovessero modificarsi». L’assessore all’Ambiente Silvano Rometti e quello all’Agricoltura Fernanda Cecchini alle associazioni hanno anche chiesto di puntare su quelle colture «compatibili con l’attuale disponibilità della risorsa».

