(foto Preziotti)

di C.F.

«La Quintana è un’invenzione comunista». Sorprende ancora Vittorio Sgarbi protagonista dell’evento di apertura della Quintana di Foligno che quest’anno celebra il proprio settantennale.

Il convegno: fotogallery

Sgarbi a Foligno per la Quintana Un’edizione importante che l’Ente Giostra ha voluto inaugurare invitando il critico d’arte Vittorio Sgarbi al convegno La Città, la Quintana, l’Arte . Ed è qui che Sgarbi, pur spaziando su molti fronti, ha detto: «La Quintana è un’invenzione comunista, nel senso che è stata riportata in auge nel 1946, ovvero dopo la dittatura, un periodo di rinnovamento della vita politica e democratica: è per questo che anche questa manifestazione lo è». Al suo fianco il presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli, e il sindaco di Foligno Nando Mismetti.

«Per la biblioteca aspettiamo l’Isis» Ed è proprio contro uno dei suoi predecessori che è proseguito lo show di Sgarbi, apparso in forma smagliante. Nel mirino è quindi finito l’ex sindaco definito «Salari piangente» per le lacrime versate in diritta tv durante il crollo del torrino durante il terremoto del 1997. Il critico ha quindi ricordato lo scontro con Maurizio Salari per la biblioteca di piazza del Grano, il cubo contemporaneo che non è mai piaciuto a Sgarbi: «Per quello – ha detto – aspettiamo l’Isis». Sgarbi ha poi usato toni analoghi per la chiesa di Fuksas definendola «un cesso di cemento armato».

Promossi l’Alunno e Palazzo Trinci L’unico a salvarsi è Nicolò di Liberatore detto l’Alunno, riconosciuto dall’esperto come «uno dei più grandi pittori del Rinascimento», anche se Sgarbi manifesta di aver apprezzato Palazzo Trinci, che ha ospitato il convegno. Si attende poi il commento del critico su Palazzo Candiotti, sede dell’Ente Giostra, che ha visitato in serata. Poi si è tornati alla Quintana e soprattutto ai palii delle Giostre su cui Sgarbi dal 1946 a oggi ha riconosciuto la maggiore trasformazione che ha segnato due epoche artistiche.

L’intervento del critico sui palii «Tra il 1946 e il 1981 gli artisti si sono limitati a riportare gli araldi e i simboli della rievocazione. Poi c’è stata una trasformazione e l”autore è diventato il protagonista mettendoci del suo e riportando nelle opere i tratti caratteristici della propria arte». Per la realizzazione del prossimo palio, Sgarbi indica «San Sebastiano che rappresenta bene la figura del cavaliere», un consiglio insomma per l’artista che ne verrà incaricato.

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