di M.G.P.
A leggere il toccante appello a palazzo Brancaccio, durante il congresso dell’associazione Luca Coscioni, ci ha pensato lei, Maria Sole; la donna umbra che in questi anni si è battuta come una leonessa, scendendo in piazza, affrontano capigruppi politici del calibro di Giorgia Meloni e finendo anche in tribunale per chiedere una autorizzazione a procedere. Il tutto per far regolamentare e alla luce del sole la gestazione per altri in Italia, dove non è consentito. In attesa di conoscere l’esito del suo processo, dato che aveva trovato una donna disposta ad aiutarla e portare avanti una gravidanza al suo posto gratuitamente, la 38enne ternana si è fatta intanto portavoce del disagio e dell’appello di un’altra donna, un’altra coppia. Ora un’altra famiglia cerca una mamma che possa aiutarli nel loro sogno più grande.
Il tribunale «Scrivo alle mamme perché leggendo le mie parole non faranno fatica a capire quello che il mio cuore prova – le parole lette da Maria Sole per la donna che vuole mantenere l’anonimato -. Nel 2016, a causa di un problema oncologico ci siamo sottoposti ad un trattamento di fecondazione assistita. Ho prodotto 3 embrioni, 2 dei quali oggi sono le nostre 2 bellissime bimbe. Il terzo embrione è crioconservato e ci aspetta, ma non possiamo andare a prenderlo. Non possiamo andarci perché quando ho partorito la nostra seconda bimba sono arrivata in fin di vita per emorragie plurime e mi è stato rimosso l’utero. Insomma ci sentiamo genitori di tre figli ma il terzo aspetta ancora di avere la possibilità di nascere. Perciò ci appelliamo a voi, sperando che qualcuna dal cuore grande possa aiutarci, che possa con il proprio grembo portare avanti una gravidanza per me affinché il nostro embrione possa crescere e possa vedere la luce. Purtroppo lo stato italiano non consente la gravidanza solidale ma il nostro tentativo, qualora dovessi trovare una persona disposta ad aiutarmi, sarà quello di fare esplicita richiesta al tribunale per essere autorizzati. Con il cuore pieno di speranza vi ringrazio per aver letto sin qui».
La battaglia per una legge giusta Il discorso di Maria Sole, da mesi collaboratrice di Umbria24, non si è limitato però solo a dare voce a un toccante appello, ma è stato un attacco vero proprio contro il silenzio in cui versa l’argomento gestazione per altri nel nostro paese. «La politica del bla bla bla ha fallito. I sedicenti politici di oggi pensano che fare politica sia stare seduti sulle loro poltrone profumatamente pagati a leggere statistiche e cavalcare qualche tormentone facendo finta che questioni scomode come ricerca scientifica, inquinamento, eutanasia, droghe leggere o maternità surrogata, (insomma i diritti civili) non esistano – ha tuonato la ternana -. C’è sempre un argomento più importante, degno della loro attenzione da portare avanti. Le persone non fanno figli, diamogli i bonus bebè. Continuano a non fare figli? Mandiamoli in pensione prima. E quelli che vorrebbero farli e sono costretti ad andare all’estero per veder riconosciuto un diritto di cura? Ci sono donne che hanno perso l’utero per un cancro, endometriosi, o che non l’hanno mai avuto che vorrebbero ricorrere a tecniche di fecondazione medicalmente assistita legali nella maggior parte dei Paesi al mondo, ma di quelle non ci importa. Se lo fanno di nascosto ci va pure bene purchè non ci costringano a discutere del problema a noi che siamo troppo impegnati a stabilire come risolvere il problema annoso della denatalità. E allora, lasciatevelo dire a cuore aperto: ‘Siete la vergogna di un’Italia civile’. E badate bene, non mi riferisco a un determinato partito ma a tutte le persone di tutti i partiti che hanno preferito fino ad oggi girarsi dall’altra parte. A tutte le persone che non si sono volute occupare seriamente del problema, Zan e Cirinnà inclusi, che dei diritti civili ne volevano fare la loro bandiera. Se sono qui oggi a parlare è perché ritengo sia giunto il momento di trattare l’argomento ancora più seriamente di quanto non sia stato fatto in passato».
La storia di Sole «Quando mi sono fatta avanti ormai quasi cinque anni fa – prosegue – sembrava che la gestazione per altri riguardasse solo me e mio marito. Per fortuna in questi anni qualcosa si è mosso, la tv e i giornali hanno finalmente cominciato a parlare in modo giusto dell’argomento. Ritengo che i tempi siano oggi più maturi. Oggi c’è una proposta depositata alla Camera dei deputati che permetterebbe a migliaia di cittadini di diventare genitori con la gestazione per altri solidale. La proposta è ferma perché adesso si discute su come mandare le persone che fanno figli in pensione prima, come se questo risolverebbe il problema della denatalità nel nostro paese. Adesso basta siamo stanchi dei bla bla bla. Abbiamo visto che ci sono oltre un milione di persone pronte a parlare di eutanasia. L’ho visto con i miei occhi ai banchetti che ho organizzato nella mia città, Terni. Spero che ci siano anche un milione di persone pronte a sottoscrivere un referendum su questo argomento. Se lo sentite lontano da voi voglio svelarvi un segreto. Quando mi iscrissi all’associazione Luca Coscioni, anche io sentivo lontanissimo da me il tema dell’eutanasia. Studiavo medicina veterinaria, studiavo per ridare la vita non per toglierla; e anche l’eutanasia su un cane mi creava sofferenza. Poi ho conosciuto e parlato con decine di persone che sulla propria pelle vivevano un dramma e la loro volontà era ‘andarsene dignitosamente’. Allora mi sono posta una domanda. Chi ero io per limitare una loro volontà? chi ero io che non avevo vissuto i loro drammi, non avevo vissuto nemmeno un briciolo della loro sofferenza per scegliere anche per loro? Da allora ho lottato al loro fianco per vedere rispettata la loro volontà. Per la gestazione per altri è la stessa cosa, forse ancora più difficile perché la morte ci riguarderà tutti, la sterilità certamente no. Ma la domanda è sempre la stessa: chi siete voi che non avete vissuto sulla vostra pelle una diagnosi infausta, aborti ripetuti, dolori lancinanti fisici e psicologici per decidere cosa sia meglio per gli altri? Questo argomento probabilmente non vi toccherà mai, meglio per voi, ma a noi lasciateci la libertà di decidere delle nostre vite!»
Coscioni Il referendum abbiamo visto essere un ottimo strumento per dare voce ai cittadini e siamo pronti ad utilizzarlo. Annuncio qui infatti che il prossimo referendum dell’associazione sarà per abolire tutti gli ultimi divieti di quello schifo che si chiama legge 40 sulla Procreazione assistita, o almeno di quello che ne rimane. Perché lo abbiamo visto di recente: i cittadini sono anni luce avanti alla politica ed è doveroso dargli voce. Sono stata in questi anni il cuore solitario che ha messo tutte le sue forze per affrontare questo tema nell’unico modo giusto cioè dando voce a chi quel problema lo vive, ma è con molto piacere che ho ricevuto e continuo a ricevere tanti messaggi di donne e uomini che appoggiano quanto, assieme a mio marito, stiamo facendo con l’associazione e mi dispiace per i perbenisti che ci volevano sempre più nascosti ma continueremo ad essere sempre di più».
