E’ il primo bambino nato da 55 anni a questa parte. Siamo a Postignano, borgo incantato nel comune di Sellano. Incantato ma abbandonato nel 1960 e che è tornato a vivere grazie ad una attenta opera di restauro durata molti anni, a cura dei due architetti napoletani, Gennaro Matacena e Matteo Scaramella.
Dopo 55 anni Ora Postignano ha finalmente un nuovo abitante. Tommaso Chiabolotti, venuto alla luce giovedì all’ospedale di Foligno alle 2.47. Pesa 3.240 grammi ed è lungo 51 cm. Tommaso è figlio dei primi abitanti del Castello di Postignano, dopo il restauro: il papà Michele Chiabolotti e la mamma Maria Fulvia Pappalardo sono i responsabili del relais e del ristorante lì creato dai due architetti napoletani, proprietari del borgo. Dato l’evento straordinario per la comunità postignanese, in strada, presso il bivio che porta al borgo, è stato messo un fiocco azzurro per annunciare ai 43 residenti la nascita del bimbo.
La storia del castello Alla fine degli anni ’60, l’architetto americano Norman F. Carver definì il Castello di Postignano come l’archetipo dei borghi collinari italiani, tanto da riprodurre le imponenti case-torri del borgo, aggettanti l’una sull’altra, nella copertina del suo libro fotografico “Italian Hilltowns”. Oggi il Castello di Postignano offre un’esperienza di turismo e di vita sostenibili, fatti di sostanza e di emozioni: sessanta case perfettamente restaurate nel rispetto dell’impianto medievale delle architetture, ma caratterizzate da tutte le risorse di una vivibilità moderna – un albergo “diffuso” – un ristorante/trattoria dove, la cucina semplice, l’attenzione alle tradizioni e alla qualità delle materie prime sono la sua filosofia – una sala conferenze – un centro servizi – l’antica chiesa, oggi luogo di eventi culturali, artistici e di intrattenimento. Qui i restauri hanno svelato affreschi di antica bellezza, tra i quali una Crocifissione del XV secolo apparsa dietro una parete crollata – una biblioteca – alcune botteghe artigiane. Entro il 2015, sarà ultimato anche il centro benessere.
