
di Maurizio Troccoli
Non c’è stato nulla da fare. Chiude un’altra azienda e 13 dipendenti rimangono senza lavoro. Ma anche senza ammortizzatori sociali e tutele, visto che si tratta di una realtà produttiva con meno di 15 dipendenti, quindi fuori dalle garanzie sindacali garantite dall’articolo 18. Via dunque alle procedure fallimentari. Non resta che la solidarietà ed il pressing dei sindacati sulle istituzioni affinchè si individui una possibilità di sostegno, in deroga, per i lavoratori che non hanno più speranza di ritornare sul proprio posto di lavoro. E a rimetterci sono soprattutto le donne. Ecco quanto rende noto la Cgil, attraverso Alessandro Piergentili, rappresentante per l’ alta Umbria
I dettagli Il giorno 24 febbraio 2011 presso la Camera del Lavoro Cgil di Città di Castello si è svolta una riunione tra i 13 dipendenti della Azienda Cartolibraria Tiberina srl di Città di Castello, Marida Fiorucci dell’Ufficio vertenze legali della Cgil, Mauro Moriconi della Slc Cgil e Alessandro Piergentili della Cgil Alta Umbria, per esaminare la situazione determinatasi in seguito alle decisione del giudice e del titolare e per intraprendere le necessarie iniziative di tutela. L’azienda infatti ha cessato l’attività, il giorno 04 febbraio, per effetto di procedura fallimentare intentata da diversi soggetti. La decisione del giudice, che ha determinato il blocco dell’attività produttiva e la nomina dei curatori, ha aggravato la situazione di disagio degli stessi dipendenti che, prevalentemente donne, non avevano ricevuto le ultime retribuzioni.
Il fallimento La procedura fallimentare ha determinato la chiusura di una azienda storica della realtà dell’Alto Tevere per quanto riguarda il settore, con un ulteriore colpo al territorio ed alla occupazione. Gli stessi dipendenti, essendo una realtà produttiva sotto i 15 addetti non hanno diritto agli ammortizzatori sociali, previsti per le aziende industriali, rimanendo ulteriormente penalizzati. Nell’incontro si è deciso, anche in seguito ai contatti ed alle verifiche tecniche già avviati con la Amministrazione Comunale di Città di Castello, di richiedere l’attivazione del fondo di solidarietà per dare un sostegno economico immediato agli stessi dipendenti.
Gli aiuti in deroga Di chiedere alla Regione dell’Umbria la attivazione degli strumenti di ammortizzatori sociali in deroga al fine di permettere di affrontare la situazione drammatica che si è presentata con uno strumento di sostegno. Di attivare tutte le iniziative di tutela delle mancate retribuzioni e del TFR (diversi dipendenti hanno una anzianità di circa 30 anni) per affrontare gli adempimenti giuridici e burocratici previsti dalla e procedure concorsuali.
L’analisi Al di là delle cause specifiche che hanno determinato la chiusura di questa azienda, tale atto rappresenta un colpo pesante all’economia del territorio ed alle persone che si sono viste nel giro di pochi giorni chiudere l’azienda e perdere il lavoro, con un grave danno sociale, umano ed economico. Vengono purtroppo riconfermate le preoccupazioni già ampiamente denunciate dalla Cgil sulla situazione di crisi che sta colpendo il nostro Paese e sulle peculiarità del settore grafico-cartaio-cartotecnico di Città di Castello che sta subendo processi di crisi pesanti per il sistema produttivo e per le persone. E’ sempre più necessaria una reazione sia locale che nazionale per affrontare la crisi che sta dilaniando il tessuto sociale ed economico del Paese e del territorio e per dare prospettiva ai lavoratori ed alle lavoratrici.
