Studenti a scuola

Non sarebbe ancora terminato il confronto tra Comune di San Gemini e genitori preoccupati per lo stato di salute delle scuole frequentate dai loro figli che chiedono immediati lavori di miglioramento sismico degli edifici: «Non abbiamo mai smesso di insistere – raccontano -, i risultati delle indagini Unilab, volute fortemente dal tecnico Bruno Bova che noi stessi avevamo incaricato, ma oltre ad un rimpallo di responsabilità, nessuna certezza su tempi e modalità d’intervento».

Scuole San Gemini dopo il terremoto Secondo quanto riferito da mamme e papà le approfondite verifiche strutturali, effettuate con l’ausilio di strumentazione ad hoc come l’endoscopio, la termocamera e il pacometro, mostrerebbero le criticità che già le relazioni  del 2003 e 2006 mettevano in evidenza, tra cui la mancanza del cordolo al primo livello: «L’ingegner Angeletti (tecnico incaricato dall’amministrazione comunale) in sede di incontro con il prefetto e capo di gabinetto del prefetto, alla presenza anche di sindaco, architetto Di Patrizi dell’ ufficio tecnico del Comune, l’ ingegner Vitali che aveva curato la famosa relazione del 2006 oltre ad una rappresentanza dei genitori, aveva giurato con coscienza di persona che, qualora la relazione Unilab avesse messo in evidenza la mancanza del cordolo al primo livello e il Comune non avesse disposto immediatamente i lavori, avrebbe immediatamente scritto al sindaco per far chiudere la scuola. Ovviamente questo non solo non è accaduto, ma i risultati Unilab mettono in evidenza e classificano ‘pericolose’ anche zone di passaggio e stazionamento degli studenti ma anche della popolazione stessa, senza che questi luoghi vengano interdetti alla frequentazione».

Rimpalli e mezze promesse col dubbio da 750 mila euro Sempre secondo quanto riferito dai genitori a Umbria 24, tanto Bova quanto  Angeletti sarebbero d’accordo sull’applicazione di tiranti alla vela campanaria «ma questo problema viene rimpallato tra curia e amministrazione. Il risultato è sempre il medesimo, dopo aver fatto fissare dei coppi staccati, intervento eseguito dopo mesi, nulla è stato più fatto per mettere in sicurezza il campanile che insiste proprio sopra la scuola. Entrambi i tecnici – proseguono i genitori – concordano nell’affermare che lo studio  Unilab è solo  una verifica parziale e  deve essere integrato con ulteriori approfondimenti per  indagare le fondamenta, gli schiacciamenti alle travi del sottotetto e le condizioni al contorno. A questo punto ci piacerebbe capire da quali opere pubbliche siano stati distratti i 750 mila euro che dal 2001 al 2020 vengono messi nel piano d’investimenti per ‘costruzione nuovo plesso scolastico’ ma che non possono essere utilizzati in quanto non più disponibili in cassa. Intanto l’amministrazione ci ha detto che i lavori di miglioramento sismico saranno svolti presumibilmente durante le vacanze estive ma quegli interventi non possono aspettare». Sono probabilmente gli stessi per cui il consiglio ha deliberato l’impegno di 54 mila euro.

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