di Fabio Toni
«Nel corso degli anni l’edilizia scolastica è migliorata tantissimo. Quello che forse non è migliorato è l’adeguamento delle strutture alla normativa antincendio. Registriamo carenze in numerosi casi». Le parole di Michele Zappia, comandante provinciale del vigili del fuoco di Terni, offrono un quadro preciso dello stato dell’arte. A pesare è la scarsità di risorse a disposizione per effettuare gli interventi necessari. Così molte scuole non dispongono ancora del CPI, il certificato prevenzione incendi.
L’iter Per ottenere il certificato, che ha una sua scadenza, ogni istituto deve presentare un progetto tecnico al comando provinciale dei vigili del fuoco. Un documento in cui sono indicati tutti gli interventi necessari per adeguare la scuola alla normativa di riferimento (decreto ministeriale 26 agosto 1992). Dopo l’eventuale approvazione del progetto, la scuola si trova di fronte al compito in genere più arduo: intercettare i fondi, erogati dall’ente di proprietà (Stato, provincia, comune), necessari per realizzare i lavori di adeguamento prestabiliti. Fatti gli interventi, i vigili del fuoco svolgono un sopralluogo e verificano la conformità con il progetto presentato. A quel punto può essere concesso (o meno) il CPI. In sostanza, ci si trova davanti a tre casi principali: chi è riuscito ad ottenere il certificato prevenzione incendi, chi si è visto approvare il progetto ma ancora non è riuscito a realizzare tutti gli interventi di adeguamento (e intanto gli anni passano). E chi il progetto non lo ha nemmeno presentato. Dall’ipotesi migliore alla peggiore.
I numeri Dall’analisi delle scuole della provincia di Terni emerge una situazione in chiaroscuro. La situazione può dirsi discreta per le materne, elementari e medie del capoluogo. Le criticità principali riguardano gli istituti superiori e diverse scuole del territorio provinciale. Delle 23 scuole prese in esame a Terni (infanzia, elementari e medie), il certificato è stato rilasciato a 19 strutture. Le altre hanno ottenuto l’approvazione del progetto (da integrare, in un caso) e sperano di trovare i soldi per mettersi finalmente in regola.
Superiori Diversa la situazione per gli istituti superiori distribuiti sull’intera provincia: su 18, solo 5 hanno ottenuto il certificato prevenzione incendi. Tutti gli altri, tranne uno, hanno presentato il progetto che potremmo definire una sorta di ‘libro dei sogni’, visti i tempi che corrono. Dall’analisi emerge come alcuni progetti risalgano ad oltre 15 anni fa: è lecito chiedersi se siano ancora coerenti con la normativa e quali interventi manchino ancora per l’ottenimento del CPI.
Altre scuole Le note meno rassicuranti provengono dalle scuole dell’infanzia, elementari e medie presenti nei vari comuni della provincia, ad esclusione di Terni. Su 47 istituti, solo 16 hanno ottenuto il certificato. Ben 25 scuole hanno incassato l’ok su progetti di intervento più o meno recenti, presentati fra il 1996 e il 2012. Infine 6 scuole, dislocate soprattutto fra la Teverina e l’Orvietano, sono ‘non a norma’ sia dal punto di vista formale (progetto) che sostanziale (lavori eseguiti). Queste scuole negli anni scorsi avevano ottenuto il cosiddetto NOP (nulla osta provvisorio), un documento abolito dall’ordinamento italiano a partire dal 1° giugno 2009. Oltre al CPI, esistono altri documenti necessari per la sicurezza degli istituti scolastici: il certificato di idoneità statica, rilasciato da uno studio tecnico, e quello relativo agli aspetti igienico-sanitari, in capo all’Asl competente.
Parlano i vigili del fuoco «Molti presidi e dirigenti scolastici si scontrano con la cronica mancanza di risorse e finiscono per trovarsi in una posizione scomoda – afferma il comandante dei vigili del fuoco di Terni, Michele Zappia – Il decreto 81 assegna eventuali responsabilità ai datori di lavoro, ma nel caso delle strutture pubbliche, le risorse a disposizione per i lavori vengono erogate dagli enti proprietari. Da parte nostra, cerchiamo di colmare le lacune attraverso una formazione attenta e capillare. Ad esempio promuovendo incontri nelle scuole, con insegnanti, allievi e personale amministrativo, per spiegare quali sono i comportamenti da adottare anche in relazione alla struttura in cui si opera».
Inail Sempre nel tentativo di monitorare con attenzione le varie realtà, i vigili del fuoco hanno promosso anche iniziative specifiche. Fra queste, il ‘progetto ambiente sicuro infanzia’ nato in collaborazione con l’INAIL. L’iniziativa coinvolge i bambini dai 3 ai 6 anni grazie anche all’impegno dei vigili del fuoco in congedo, pronti a diffondere la cultura della sicurezza e a soddisfare le curiosità dei bambini. Finora in provincia di Terni sono stati coinvolti oltre 366 ragazzi e, vista l’ottima riuscita, c’è da scommettere che ‘ambiente sicuro infanzia’ possa proseguire anche in futuro.
