
di Iv. Por.
Aumentano gli iscritti totali, calano gli stranieri. Aumentano gli allievi dello scientifico, brusco calo al classico e all’artistico. Crescono anche se di poco gli istituti professionali. Cala il numero dei professori per via dei tagli: 246 posti in meno l’anno prossimo. I dati sono stati forniti dalla vicepresidente della Regione, Carla Casciari, durante i lavori della Conferenza regionale 2011-Obiettivo scuola, che si è svolta a Perugia.
I numeri Sono 117.331 con un aumento dello 0,9% gli alunni iscritti alle scuole superiori umbre per l’anno scolastico 2011-2012. La densità degli alunni per classe è 21,10 con un aumento dello 0,9%, gli alunni stranieri sono 15.309 rispetto ai 15.636 dell’anno in corso. Per quanto riguarda la scelta degli istituti superiori si registra un incremento delle iscrizioni al liceo scientifico con un 27,32% (contro il 24,14 di quest’anno), il classico è stato scelto dal 7,17% (12,15 quest’anno), in aumento anche i licei delle Scienze Umane e Lingustico, rispettivamente con un 6,9 e 6,8% degli iscritti e gli istituti professionali con 18,96% (+1,2%). Il liceo artistico è in calo nella scelta dei ragazzi (3,53%), così come liceo musicale con lo 0,36 e istituti tecnici 28,87 (29,28 di quest’anno).
I docenti Casciari ha voluto anche esprimere vicinanza ai dirigenti scolastici per questi anni di lavoro particolarmente complessi a causa dei provvedimenti governativi che incidono profondamente sull’organizzazione scolastica, sugli orari, i programmi, le risorse. «Il ministero ha già dato il via all’ultima fase degli organici – ha detto nel suo intervento -. Relativamente all’organico di diritto per il prossimo anno per l’Umbria saranno 246 i posti in meno, la dotazione passerà da 9.230 insegnati a 8.984, con un significativa riduzione nelle scuole secondarie di II grado con un -162 unità, mentre il numero dei posti per gli insegnati di sostegno rimane invariato su 1.001. La Regione Umbria – ha detto ancora la vicepresidente – continua a dedicare attenzione ai precari anche attraverso il finanziamento di progetti presentati direttamente dalle scuole. Per l’anno scolastico in corso sono stati stanziati ulteriori 81 mila euro che si vanno ad aggiungere ai 300 mila già previsti che, nel complesso, hanno permesso la realizzazione di tutti i 127 progetti presentati».
La Conferenza Alla Conferenza hanno preso parte circa 200 tra docenti, presidi, personale della scuola, rappresentanti degli enti locali, dei genitori, dei sindacati e della formazione professionale. Mentre sono 118 i soggetti che nel pomeriggio partecipano ai laboratori che porteranno alla stesura di un report da cui emergeranno piste di progettazione che verranno raccolte, approfondite e sviluppate nei prossimi mesi, per essere poi restituite in una nuova occasione di confronto ed elaborate nella programmazione regionale.
I temi in esame Quattro i temi in discussione nei laboratori pomeridiani: “Istruzione e formazione professionale, i fabbisogni professionali dell’Umbria”, “Il diritto allo studio: verso quale modello di scuola di base”, ”Integrazione e disagio: dove si distribuisce, come si interviene”, “Orientamento: scuola, giovani, lavoro”.
Casciari: investiamo su giovani «Sono certa – ha detto Casciari – che dalla giornata di oggi uscirà un contributo importante per delineare le future politiche educative del nostro territorio perche’ a partire anche dalle politiche educative dipenderà lo sviluppo culturale, civile e sociale e la crescita economica e produttiva del nostro Paese e della nostra Regione in coerenza con il contesto normativo comunitario, nazionale e regionale». «Investire sui giovani è la nostra scelta – ha detto – Ciò significa migliorare la qualità dell’istruzione, promuovere l’innovazione e il trasferimento delle conoscenze, utilizzare in modo ottimale le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per prepararli ad affrontare un mondo del lavoro in continuo sviluppo. L’Europa ci chiede di innalzare il livello di istruzione e di formazione di tutti i nostri cittadini, a cominciare dai più giovani, ma le scelte che il Paese Italia sta compiendo rischiano di smantellare il tessuto qualitativo della scuola italiana».

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