di Iv. Por.
Scuole aperte o scuole chiuse? L’Umbria in fascia arancione rafforzata si interroga già su quanto accadrà la prossima settimana, in un contesto in cui i parametri vanno migliorando e tantissime famiglie sperano che i propri figli possano tornare a frequentare le lezioni in presenza.
Umbria fa scuola Finora l’Umbria, e in particolare la provincia di Perugia, tra le primissime realtà ad assaggiare la terza ondata, ha fatto un po’ da apripista e anche da cavia sulle misure per contenere il contagio. Specie in un contesto in cui sono andate diffondendosi le varianti. Sulle scuole, in particolare, il Comitato tecnico scientifico ha suggerito alla Regione di chiudere quando l’incidenza dei nuovi casi settimanali superasse quota 250 ogni 100 mila abitanti. Poi si è deciso di blindare l’intera provincia (più alcuni comuni del Ternano). Un parametro che ora viene acquisito a livello nazionale ed entra come parametro automatico nel nuovo Dpcm che ha firmato il premier Draghi, per sancire quando e dove le scuole debbano chiudere.
La bozza del Dpcm Dalla bozza pubblicata, e poi confermata, si legge che la chiusura delle scuole «è disposta dai Presidenti delle regioni o province autonome nelle aree, anche di ambito comunale, nelle quali gli stessi Presidenti delle regioni abbiano adottato misure stringenti di isolamento in ragione della circolazione di varianti di Sars-CoV-2 connotate da alto rischio di diffusività o da resistenza al vaccino o da capacità di indurre malattia grave; la stessa misura può altresì essere disposta dai Presidenti delle regioni o province autonome in tutte le aree regionali o provinciali nelle quali l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi ogni 100 mila abitanti oppure in caso di motivata ed eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico».
Chi è sopra e chi è sotto Ma oggi, quale sarebbe la situazione in Umbria? A livello regionale l’incidenza (dati al 1 marzo) è a 189 ogni 100 mila abitanti, dunque ben sotto il limite. Ma del resto, proprio l’Umbria aveva saputo diversificare le decisioni per territori. Ebbene, a oggi ecco i comuni dove non si potrebbero riaprire le scuole: Parrano 2772,28; Sellano 876,34; Scheggia e Pascelupo 675,17; Montone 618,05; Spello 595,45; Cannara 505,17; Montefalco 469,74; Valtopina 444,12; Citerna 437,06; Monte Santa Maria Tiberina 432,53; Assisi 430,88; Montegabbione 419,82; Monteleone d’Orvieto 418,41; Città di Castello 405,69; San Giustino 374,10; Città della Pieve 363,21; Nocera Umbra 352,61; Foligno 352,27; Norcia 311,53; Ficulle 309,02; Paciano 306,44; San Venanzo 272,98; Marsciano 269,19; Baschi 261,88.
Decisioni ai sindaci Via libera in tutti gli altri comuni, Perugia in primis che attualmente è a 146 e anche da Palazzo dei Priori filtra l’intenzione di riaprire anche se gradualmente se ci saranno le condizioni per farlo. Quali scuole? Quelle che sono consentite nelle zone arancioni, dunque sicuramente fino alle secondarie di primo grado, ma anche le superiori al 50%. Altri comuni importanti, invece, non hanno ancora i numeri: Foligno (ma il sindaco aveva già prolungato la chiusura fino al 14) ma anche Città di Castello e Assisi. Marsciano è poco sopra il limite ma nei prossimi giorni potrebbe scendere sotto 250. Poi dipenderà anche dai contesti locali e anche da che giorno si farà la valutazione del paramentro, perché per i piccoli comuni, basta un caso o due per far salire o scendere il dato di molto. Insomma, starà poi anche al buonsenso e alle valutazioni dei sindaci. Ma l’ombrello del Dpcm è un fattore importante per aiutare gli enti locali ad assumersi la responsabilità di decisioni così importanti e che tanto incidono nella vita di cittadini e comunità.
