di Daniele Bovi
«Ci siamo sentiti di sollecitare i vertici della Regione, della sanità e dell’Ufficio scolastico perché così non si regge: abbiamo implorato un rafforzamento del sistema». Nelle scorse ore oltre 90 presidi degli istituti scolastici umbri hanno preso carta e penna e hanno scritto una lettera alla presidente Donatella Tesei, agli assessori Luca Coletto e Paola Agabiti, al commissario Antonio Onnis e alla direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Antonella Iunti; l’obbiettivo, come spiega a Umbria24 Silvia Mazzoni, dirigente dell’Istituto comprensivo di Torgiano-Bettona che ha steso la lettera e raccolto le adesioni, è quello di «rafforzare tempestivamente la struttura sanitaria, così da poter garantire ciò che non è più in grado di garantire». L’alternativa è quella di cambiare i protocolli studiati tra agosto e settembre.
MEDIE E SUPERIORI, DAD PER TUTTI: L’ORDINANZA
La lettera I presidi partono dalla «situazione di estrema criticità nella gestione dell’emergenza connessa alle scuole umbre». Con il boom di casi (secondo i dati della Regione dall’inizio dell’anno scolastico in 13 mila tra studenti e prof sono finiti in quarantena) nell’arco di poche settimane «siamo precipitati in un continuo stato di instabilità, allerta, disfunzionalità e costante caos organizzativo dovuto alla presa in carico da parte delle Usl di tali situazioni»; nel complesso, «un livello di criticità non più sostenibile». I presidi parlano di un sistema ormai ingestibile che non consente più stabilità organizzativa e tutela del diritto alla salute. Nonostante «l’encomiabile lavoro» dei Dipartimenti di prevenzione e quello dei presidi, le procedure per la gestione dei casi nelle scuole «non sono assolutamente garantite né gestite in tempi consoni».
Caos I presidi denunciano anche modalità diverse a seconda dei territori, «creando così un caos su più fronti che rischia di compromettere le condizioni per una gestione adeguata». Tutti motivi per i quali viene chiesto a chi di dovere un potenziamento immediato del sistema sanitario che si interfaccia con le scuole, rispetto delle procedure concordate a settembre o, in alternativa, nuovi protocolli, da applicare in modo uniforme in tutta la regione «in un’ottica di rete ben organizzata tra tutte le componenti». Insomma, al momento pur in una situazione emergenziale i requisiti minimi non vengono garantiti. Di questi temi i dirigenti scolastici vogliono discutere urgentemente nel corso del prossimo tavolo regionale.
Twitter @DanieleBovi
