di Ivano Porfiri

Tra i docenti di base per la Scuola dell’infanzia in pole position a Perugia c’è una maestra di Rovigo, seguita da una di Crotone, una di Catania, una di Asti e una di Caserta. E poi, ancora, molti siciliani, calabresi, campani, ma anche delle regioni del Nord. Per trovare la prima perugina bisogna scendere al 45esimo posto. Nella scuola primaria al vertice una di Vibo Valentia, una romana e una foggiana. Qui la prima perugina è 25esima. Va meglio nella Secondaria di primo e secondo grado, dove molti sono di Perugia, anche se con buona presenza di “forestieri”.

Caos graduatorie Sono le graduatorie pubblicate il 1 agosto dall’ufficio scolastico regionale relative alla provincia di Perugia. Anche qui, come il moltissime realtà del Centro Nord gli insegnanti del posto sono in rivolta perché tanti di loro che pensavano di avere l’assunzione di ruolo in tasca, si sono ritrovati sbalzati di decine di posti indietro per l’inserimento di insegnanti provenienti in gran parte dal Sud, ma non solo. E ora fioccano i ricorsi (c’è tempo 5 giorni).

Cosa è successo Il fenomeno, seppure in parte prevedibile, è stato inaspettato nelle proporzioni, se è vero che – ad esempio – un’insegnante che era al 46° posto si è ritrovata 123esima. Quello che è successo è un intrecciarsi di due cause scatenanti: in primis la nuova emigrazione (che, per la scuola, in verità tanto nuova non è) in cerca del tanto agognato posto di lavoro, soprattutto per precari del Sud con punteggi molto alti. E poi alcuni ricorsi al Tar che hanno fatto saltare una regola che aveva posto finora un freno all’invasione delle graduatorie: il divieto di chiedere il trasferimento per almeno 5 anni dopo l’assunzione. Un mix che ha portato alla situazione odierna, una «guerra tra poveri» che si giocherà a suon di carte bollate con la sola consapevolezza che, chiunque perderà, è un precario e tale resterà chissà ancora per quanti anni e magari sarà costretto a sua volta ad emigrare.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.