Una lezione a distanza

«Con l’ordinanza 75 del 27 novembre 2020 la regione Umbria ha deciso di prolungare fino al 6 dicembre il regime discriminatorio nei confronti degli studenti delle scuole medie dell’Umbria rispetto a quelli del resto d’Italia». Così in una nota la Flc Cgil si scaglia contro la chiusura delle scuole secondarie. «È dal 30 di ottobre, quando ancora era in zona gialla – prisegue la Cgil – che l’Umbria ha interrotto, a nostro giudizio illegittimamente, l’attività didattica in presenza per tutte le classi delle scuole medie. Una misura, è bene ricordare, ancora più restrittiva di quelle che la normativa nazionale prevede per le regioni in zona rossa e che l’ordinanza 75, di fatto conferma, benché l’Umbria non sia zona rossa.
Riteniamo molto grave che il governo regionale possa prendere decisioni che fanno pagare agli studenti un prezzo elevato con l’imposizione della didattica digitale. Per questo torniamo a domandare che le attività didattiche riprendano in presenza e in sicurezza per tutte le classi delle scuole medie, perché in nessun modo la didattica digitale può sostituire quella in presenza».

Non ci sono strumenti dad Ma la decisione del governo regionale di far riprendere l’attività didattica in presenza alle sole classi prime, mentre le seconde e le terze continuano l’attività didattica da remoto, per la Flc Cgil «oltre che discutibile nel merito (sulla base di quale principio i ragazzi di seconda e terza media non hanno lo stesso diritto di rientrare a scuola in presenza), risulta inadeguata anche per altre ragioni, che andiamo ripetendo da mesi. Innanzitutto, le scuole non hanno strumentazione e linee adeguate alla gestione dei fabbisogni indispensabili per garantire la didattica digitale contemporaneamente a tutte le classi. E’ il lavoro dei docenti dal proprio domicilio, con strumentazione e costi di connessione personali, che sta consentendo concretamente in questi mesi l‘erogazione della dad. In corrispondenza della sottrazione di scuola in presenza e dell’imposizione della dad, il governo regionale dovrebbe quanto meno annunciare interventi/investimenti a sostegno di un effettivo processo di digitalizzazione delle scuole umbre. Invece niente».

Altri problemi «In molte scuole, inoltre – si legge ancora nella nota – la previsione dell’ordinanza con la presenza contemporanea a scuola delle classi prime, degli studenti con disabilità, degli studenti con bisogni educativi speciali, dei professori in servizio per le lezioni in presenza alle classi prime e a distanza per le restanti classi, nel rispetto delle norme previste dai Protocolli di sicurezza, rischia di essere impraticabile per la limitatezza di spazi scolastici idonei. Ancora, al netto del lavoro di riorganizzazione della didattica imposto alle scuole, com’è ormai consuetudine nel week-end, far rientrare in presenza solo le classi prime significa per le scuole proporre l’orario completo in dad sincrona alle seconde e terze: cioè 6 ore davanti al computer, al tablet, allo smartphone. Insomma, ancora una conferma che per la scuola non andrà tutto bene».

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