Un'aula dell'Alberghiero di Spoleto (foto archivio Fabrizi)

Come nel resto d’Italia, anche in Umbria l’inizio degli scrutini ha coinciso con lo sciopero proclamato conto la “Buona scuola” del governo Renzi. Secondo quanto riferisce la sigla degli “Autoconvocati della Scuola Pubblica” «moltissimi colleghe e colleghi hanno aderito allo sciopero degli scrutini, bloccando totalmente o parzialmente lo svolgimento degli scrutini nelle loro scuole e limitandosi ad effettuare solo quelli delle classi terminali che dovranno sostenere gli esami”.

Perugia Rispondendo all’appello dei sindacati confederali e dei sindacati di base, per gli Autoconvocati «sono decine le scuole in sciopero a Perugia e provincia, con punte di adesione anche del 100%: si tratta dei più importanti istituti superiori non solo cittadini (Cavour-Manzoni-Pascal, Capitini, Pieralli, Mariotti, Alessi, itas G.Bruno, Galilei), ma anche della provincia (le tre scuole superiori di Assisi, Liceo Scientifico, Classico E Ist. Alberghiero, a Foligno tra gli altri, l’Ist. Comprensivo Galilei, il Liceo Frezzi, il Liceo Marconi, a Spoleto l’Iis Tecnico-Professionale, a Città di Castello il Liceo Plinio il Giovane) a cui vanno ad aggiungersi molte scuole Medie ed Elementari, come la D.Alighieri, la Collodi e la I.Silone di Perugia».

Terni Terni, invece, la scuola capofila si conferma l’Itis-Cat (ex-geometri) Allievi Sangallo dove giovedì e venerdì sono stati bloccati tutti gli scrutini. Anche al liceo scientifico Donatelli si registra blocco del 70%, dati di poco inferiori al Galilei e al Casagrande, mentre il 60% in sciopero al liceo Artistico. Totale la mobilitazione alla scuola media Da Vinci-Nucola dove i docenti hanno bloccato il 100% degli scrutini. Arrivano importanti dati anche dal Gandhi di Narni dove al liceo scientifico ed in quello linguistico, nell’istituto per geometri e a scienze umane si registrano percentuali di blocco che vanno dal 37 al 70%. Anche a Orvieto adesioni massicce agli scioperi: oltre al blocco totale al liceo Artistico e Classico, numeri importanti all’istituto Professionale e al commerciale.

Soddisfatto chi protesta L’elenco completo si potrà avere solo nei prossimi giorni, quando la prima ondata di scrutini sarà terminata, ma per il gruppo che protesta «i primi dati sono assolutamente positivi, anche al di sopra delle più rosee previsioni: molti docenti hanno scelto di sacrificare una parte del loro – già magro – stipendio e del loro tempo (gli scrutini saltati dovranno essere infatti recuperati nei prossimi giorni, spesso in orari impossibili per non sovrapporsi agli incombenti esami di Stato) pur di ribadire il loro no alla nefasta riforma Renzi».

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