Cucinelli con l'ex ministro Clini (Foto archivio F.Troccoli)

Non si placa la polemica fra Brunello Cucinelli e la Cgil. Dopo la notizia dell’elargizione ai dipendenti dell’ormai famoso «regalo di Natale» da 6 mila euro al mese, partita da Umbria24 e che ha fatto il giro del mondo, il sindacato torna alla carica. Prima una nota del segretario regionale Mario Bravi, poi una di quello di Perugia Vincenzo Sgalla. E su Facebook la stessa Cgil pubblica una mail di un ex dipendente di Cucinelli che definisce «nazisti» i metodi usati a Solomeo.

Il ministro si complimenta co Cucinelli e lui: «Più salari agli operai». Il video

Sgalla critica Cucinelli «La notizia che la famiglia Cucinelli abbia deciso di regalare ai suoi dipendenti 6 mila euro a testa non può che essere commentata positivamente – dice Sgalla -. Verrebbe da dire, ironicamente, che mai una vertenza ha avuto un esito così rapido e positivo. Tanto che abbiamo intenzione, dopo il volantinaggio delle scorse settimane, di proporre altre iniziative a Solomeo per ribadire la nostra convinzione e cioè che in quell’azienda servono democrazia e contrattazione, perché in altre aziende di quelle dimensioni si fanno accordi per cui ogni anno i lavoratori ricevono – non come regalia, ma come un loro diritto – un premio di risultato che, spalmato nel tempo, è molto più alto di un’elargizione una tantum natalizia».

Cucinelli e Clini nell’azienda di Solomeo. La gallery

L’accordo siglato e le maestranze. Il video

Marchese del Grillo Sgalla insiste nel dire che «i lavoratori, che certamente saranno entusiasti di ricevere tanti soldi in un momento di crisi così pesante, devono però avere la possibilità di essere informati sui propri diritti e su quello che succede nelle altre aziende, dove si eleggono rappresentanti che si confrontano con il datore di lavoro e fanno accordi e portano a casa conquiste. Altrimenti, bisogna accettare la logica del Marchese del Grillo, che prima umiliò il povero ebanista Aronne Piperno, non pagandogli quanto dovuto e mettendolo alla pubblica gogna, per poi, una volta soddisfatto dello sfoggio del proprio potere, pagargli tre volte il suo credito. Il tutto per dimostrare che: “Io so’ io e voi non siete un cazzo!”».

La mail: metodi nazisti Sul profilo Facebook della Cgil è apparsa anche una mail che il sindacato dice di aver ricevuto da un ex dipendente di Cucinelli. «Gentile dott. Bravi – vi si legge -, devo ringraziarla a nome di tanti ex dipendenti e credo dipendenti di Brunello Cucinelli, per la sua affermazione sul falso umanesimo del soggetto in questione. Non mi capacito come facciamo i giornalisti a sponsorizzarlo in quel modo, diciamo che sa vendersi bene. Ho lavorato diversi mesi in quell’azienda e ogni volta che in Tv gli sento nominare S.Francesco o qualche altro Santo, mi si accapona la pelle. Mi auguro che qualcuno da lassù ci pensi…perchè quaggiù in terra si crede e si sente un Dio». Questo ex lavoratore arriva a sostenere che «all’interno di quell’azienda vige il nazismo più vero e l’annullamento della persona e della personalità». L’ex dipendente si dice infine convinto che Cucinelli un giorno «sarà smascherato». «Ma il mio augurio più grande – conclude – è che si ritrovi lui, un giorno, a dover andare a lavorare in fabbrica e con un”padron” che sia come lui!».

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