di Iv. Por.

«Ci hanno lasciati lì, senza un mezzo alternativo per tornare a casa, in balia di noi stessi». Sono infuriati i passeggeri del treno regionale veloce 3169 che, giovedì sera, è partito da Santa Maria Novella alle 20.13 e avrebbe dovuto concludere la sua corsa alle 22.57 a Foligno. Invece, alle 21.40 stop a Terontola. Motivo: lo sciopero di 24 ore, scattato alle 21, di alcune sigle sindacali.

La protesta Gli sfortunati viaggiatori, circa una trentina, si sono ritrovati così sulla banchina, senza altro mezzo per poter proseguire. «Una situazione assurda – spiega Massimo – in quanto siamo venuti a conoscenza che il treno si sarebbe fermato a Terontola solo una volta che eravamo a bordo. A Firenze sul tabellone veniva indicata regolarmente la destinazione Foligno con tutte le fermate intermedie. Poi l’annuncio del capotreno, che ha detto che ci saremmo fermati a Terontola e suggeriva addirittura di organizzarci tra di noi con le auto, promuoveva il car sharing».

Turisti spaesati Fatto sta che, chi ha potuto, ha chiamato per farsi venire a prendere. «Molti di noi erano di Foligno e Foligno-Terontola non è proprio una passeggiata. Ma c’erano anche turisti, a dir poco spaesati e che non sapevano bene né cosa stesse succedendo né cosa fare – aggiunge il viaggiatore -. Almeno l’azienda poteva organizzare un bus sostitutivo visto che si trattava di una corsa già partita e, fra l’altro, con i biglietti pagati e non rimborsabili dato che si tratta di uno sciopero».

Disagi annunciati In effetti, l’azienda aveva annunciato che «in Umbria oltre ai servizi minimi garantiti nelle fasce orarie di maggiore afflusso (6-9 e 18-21) si prevede che sulla Ancona – Foligno – Roma e sulla Perugia – Foligno – Roma circolino il 50% dei treni previsti in orario (un treno su due); un treno su due anche sulla Foligno – Perugia – Terontola, con quattro collegamenti da e per Firenze. Alcuni treni Intercity e alcuni convogli regionali che non rientrano tra quelli “garantiti” potranno essere cancellati o limitati nel percorso». Disagi annunciati, dunque, ma chi era già in treno probabilmente si aspettava di averla scampata e non di vedersi catapultato a terra.

One reply on “Sciopero Trenitalia, la protesta: «Noi pendolari scaricati a Terontola in balia di noi stessi»”

  1. Italiani schiavi…
    zitti e subite!!!
    quando fai un favore ad un tuo amico, pensa che il clientelismo porta a questo.
    Pochi giorni fa ero a Londra per lavoro e da Manchester a Londra ho preso un alta velocità che per problemi di linea (semafori) è arrivato con 18 minuti di ritardo.
    il giorno dopo mi hanno scritto dispiaciuti del ritardo e il giorno successivo mi hanno rimborsato il biglietto, senza nemmeno protestare o reclamare…
    18 minuti su un percorso di 400 KM…
    Noi schiavi, loro liberi

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