Il mondo della scuola umbra si prepara allo sciopero di martedì. Un appuntamento che, a distanza di sette anni, vedrà in un corteo solo professori, personale Ata e, almeno in parte, anche i dirigenti scolastici. Per farli tornare insieme ci è voluta la riforma della ‘Buona scuola’, indigesta per diversi motivi.
Contro ‘Buona scuola’ Per i sindacati ‘Buona scuola’ è «inaccettabile e incostituzionale» perché «allarga le disuguaglianze sociali e territoriali». Oltre al finanziamento alle scuole private e ai poteri eccessivi assegnati ai dirigenti scolastici, contestato anche il piano da 100 mila assunzioni. «Il piano – viene detto – taglia fuori 166 mila abilitati non iscritti nelle graduatorie bloccate al 2007. E quindi non risolve, come invece promette, il problema del precariato». I sindacati scenderanno quindi in piazza per ribadire «l’urgenza di assumere il personale precario, che da anni garantisce il regolare funzionamento della scuola, su tutti i posti vacanti, ma anche per richiamare l’attenzione del Parlamento e di tutto il paese al grave rischio che si correrebbe approvando il ddl del Governo così com’è o lasciando addirittura, ipotesi ancor più nefasta, che si andasse verso il decreto d’urgenza su tutte le materie contenute».
Sciopero in Umbria Nella nostra regione lo sciopero interessa circa 15 mila lavoratori, ed è stato indetto unitariamente dai sindacati maggiormente rappresentativi del comparto: Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda. A livello nazionale saranno sette le piazze della protesta: Aosta, Bari, Cagliari, Catania, Milano, Palermo e Roma.
Manifestanti umbri a Roma Nella capitale, confluirà anche la folta delegazione che partirà dall’Umbria (previsti almeno 7 pullman, oltre a moltissimi mezzi privati) accompagnata anche da numerosi studenti, che in un appello hanno chiesto ai loro docenti di aderire allo sciopero proclamato dai sindacati. Alla manifestazione di Roma, insieme all’Umbria, parteciperanno Abruzzo, Campania, Lazio, Marche, Molise e Toscana. L’appuntamento è alle ore 9.30, con concentramento delle delegazioni in piazza della Repubblica e successiva partenza del corteo che raggiungerà Piazza del Popolo dove sono previsti gli interventi dal palco. In preparazione dello sciopero, si è svolto lunedì pomeriggio alle 18 da piazza Italia a Perugia un flash mob di lavoratori e studenti per “scaldare i motori in vista della protesta.
Sindacato perugino La Camera del lavoro di Perugia appoggia con convinzione e sostiene con tutte le sue categorie lo sciopero. «La Cgil di Perugia – spiega il sindacato in una nota – è al fianco di lavoratrici e lavoratori che scenderanno in sciopero martedì 5 maggio contro un disegno di legge che mette in discussione il modello di scuola pubblica previsto dalla nostra Costituzione. La Camera del lavoro di Perugia ritiene fondamentale un confronto sui contenuti del ddl sulla scuola – conclude la nota – per avviare un percorso di partecipazione e vera condivisione intorno ad un tema che riguarda la qualità del futuro di tutti i cittadini».
Cisl: «Basta precarietà» Per il Segretario nazionale della Cisl Scuola Ivana Barbacci, che in Umbria ricopre anche l’incarico di segretario generale regionale della categoria, con lo sciopero «ci vogliamo opporre alla precarietà. Stabilizzazione, quindi, del lavoro non soltanto del personale che si trova nelle graduatorie ad esaurimento. E poi, definizione di un organico realmente adeguato ai bisogni delle scuole, sostegno dell’autonomia basato sull’effettivo impiego delle risorse e che abbia come scopo la costruzione di una scuola inclusiva, basata su un modello cooperativo. E’ necessaria una diversa considerazione e una più consapevole valorizzazione – aggiunge Barbacci- di tutte le professionalità operanti nelle scuole, compreso il personale Ata e, quindi, l’apertura di un tavolo di confronto sul rinnovo contrattuale, che riguardi sia gli aspetti economici che quelli del profilo professionale».
Vecchietti Ovviamente, la partecipazione alla protesta coinvolge anche la campagna elettorale in vista delle elezioni regionali. Michele Vecchietti, candidato presidente “L’Umbria per un’altra Europa” spiega che «saremo in piazza con insegnanti e studenti, per sostenere le ragioni di una scuola ormai vittima sacrificale della controriforma del Pd-Pdl. Renzi sta riducendo allo stremo la scuola, vittima sacrificale delle politiche di austerità. Renzi è come e peggio della Gelmini, anzi, sta proprio portando a compimento quanto iniziato dai governi Berlusconi. Noi pensiamo che anche a partire dall’Umbria occorra invece avviare una nuova stagione di investimento sull’istruzione, garantire a tutti e a tutte il diritto al sapere e ad avere scuole sicure, stabilizzare i precari, restituire piena dignità agli insegnanti e a tutti i lavoratori della scuola».
Vinti e Goracci Anche i consiglieri regionali Stefano Vinti e Orfeo Goracci sostengono la protesta. «Sinistra Lavoro – afferma Vinti – è in accordo con lo sciopero del 5 maggio. Sette grandi manifestazioni per dire l’ennesimo No ad una riforma che vuole tutto meno che una buona scuola. L’ennesima riforma, al culmine di un’opera di demolizione della scuola pubblica andata avanti di riforma in riforma, fino ad arrivare alla “Buona Scuola” mai titolo fu meno opportuno». Per Goracci «la piena adesione di tutte le sigle sindacali (fatto più unico che raro) denota e conferma la gravità della proposta di riforma targata Renzi/Giannini. Per questi signori, la “buona scuola” sarebbe quella che non garantisce il lavoro a chi da decenni presta un servizio qualificato, come precario, nel mondo della scuola. Una “buona scuola” che mette sempre più risorse a disposizione della scuola privata e taglia fondi a quella pubblica; che non valorizza (anche dal punto di vista retributivo) una professione, a differenza di quanto avviene in altri Paesi europei, nei quali i docenti percepiscono dal doppio al 50% in più di quanto percepiscono i loro colleghi italiani».
