Lorenzin, Delrio e Marini

di Dan.Bo.

Dopo mesi di discussione sulla scelta delle tre Regioni benchmark, ovvero quelle virtuose che dovranno fare da punto di riferimento per la definizione dei costi standard, è arrivata la parola fine: saranno Umbria, Emilia Romagna e Veneto. La decisione è stata presta giovedì nel corso della Conferenza delle Regioni, alla quale era presente anche la presidente Catiuscia Marini. Costi standard che, come spiegato dal ministro alla Sanità Beatrice Lorenzin, ospite della trasmissione di La7 ‘Coffee Break’, partiranno nel 2014: «Per ottenere i risparmi relativi – ha detto – ci vorranno 2-3 anni, portando a regime circa 2-3 miliardi di risparmi». E partire con i costi standard significa anche «poter ripartire – ha aggiunto – con maggiore forza con il Patto per la salute, a cui stiamo lavorando da mesi per riprogrammare il Servizio sanitario nazionale valorizzando maggiormente i Livelli essenziali di assistenza, che hanno sofferto in questi anni. Oggi è una giornata importante e ora, dalla Lombardia alla Sicilia, avremo un sistema più omogeneo».

Passo indietro Cinque, in origine, erano quelle considerate eleggibili: oltre alle tre scelte c’erano infatti Lombardia e Marche. Dopo le polemiche e i malumori dei presidenti del Nord, giovedì è arrivato il passo indietro «per senso di responsabilità – ha detto l’assessore alla Sanità delle Marche – e per tenere unita la Conferenza delle Regioni». Alle due regioni del Centro guidate dal centrosinistra si aggiunge così ora il Veneto del leghista Zaia, che ha assicurao di voler rappresentare «tutto il lombardo-veneto». Soddisfatta, ovviamente, anche la presidente a Marini che alla fine di luglio aveva annunciato la scelta del Ministero, poi ‘congelata’ fino all’accordo finale. «È una tappa molto importante – ha detto – per il sistema sanitario pubblico e per il federalismo ‘responsabile’. Per l’Umbria è un riconoscimento significativo del lavoro di squadra svolto, che dimostra come pur in una piccola regione penalizzata dall’economia di scala sia possibile avere un sistema sanitario pubblico in grado di garantire sia la massima qualità delle prestazioni sia l’equilibrio di bilancio».

Nuova proposta La presidente ha poi definito l’elenco delle tre Regioni benchmark «non una graduatoria tra le Regioni, ma una modalità per realizzare una migliore qualità della spesa. Con i costi standard, inoltre, si supera finalmente la logica dei tagli lineari al Fondo sanitario, puntando invece a migliorare la qualità della spesa e garantire i livelli essenziali di assistenza». Secondo quanto emerso giovedì il gruppo delle tre nei prossimi giorni potrebbe in realtà ampliarsi. Umbria, Veneto ed Emilia faranno da punto di riferimento per questo ultimissimo scorcio di 2013, poi dal 2014 i criteri dovrebbero cambiare. Come spiegato dalla presidente Marini infatti «le Regioni vogliono elaborare una proposta e modificare la norma attuale, provando a costruirne una che possa introdurre criteri per i quali, in maniera estesa, si possano utilizzare l’insieme delle Regioni eleggibili per considerare i costi standard. Questa modalità può garantire una maggiore appropriatezza nella definizione dei costi standard a cui tutte le Regioni devono tendere».

Fondo Sanitario L’altra grande partita che si aprirà ora è quella relativa alla ripartizione del Fondo sanitario 2013 da 109,9 miliardi di euro. Una cifra all’interno della quale sono compresi i due miliardi di euro promessi dal Governo per evitare l’introduzione dei ticket sanitari dal primo gennaio prossimo. Il tema sarà al centro della Conferenza straordinaria delle Regioni e delle Province autonome che si terrà giovedì.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.