La conferenza stampa

di Daniele Bovi

«Una battaglia con i cittadini e per i cittadini». Sono in tutto nove le sigle sindacali dell’intersindacale medica umbra che hanno decretato per mercoledì 24 ore di sciopero nazionale dei medici dipendenti e convenzionati, dei veterinari e dei dirigenti sanitari. Tutti uniti «per una mobilitazione che non si vedeva da tempo» le cui motivazioni sono state spiegate nel corso di una conferenza stampa a palazzo Cesaroni, a Perugia. «È uno sciopero importante – ha detto Giuseppe Giordano, coordinatore delle sigle – perché c’è il rischio che si creino due sanità, una per i ricchi e un’altra per i poveri». Nel mirino c’è infatti «il continuo definanziamento della sanità pubblica, che sta producendo uno sconvolgimento del welfare e quindi problemi per la salute. Che in finanziamento privato integri quello pubblico è un fatto positivo, ma il rischio è che si sostituisca a esso».

Lo sciopero In ballo c’è anche la «sostenibilità del sistema sanitario nazionale, che non significa – aggiunge Giordano – accettare i tagli. Bisogna eliminare sprechi e dare più efficacia ed efficienza». L’altro grande tema segnato sul cahier de doléances dei medici è quello delle assunzioni. «Tredicimila professionisti nei prossimi due anni – spiega Antonio Selvi della Anaao Assomed – andranno in pensione. C’è il rischio di un buco generazionale nel sistema e senza assunzioni non c’è futuro». «Secondo i nostri dati – gli fa eco Giovanni Lo Vaglio della Fvm – l’83 per cento dei veterinari andrà in pensione nel giro di 12 anni. Oggi l’età media dei medici è di 60 anni e così ci potremmo ritrovare con servizi completamente sguarniti». Fondamentale anche il capitolo della responsabilità professionale: «Non possiamo lavorare – dice Marco Coccetta della Cimo – con la paura e l’angoscia». I medici chiedono quindi una «legge organica e non spezzettata sulla responsabilità professionale».

Le motivazioni Ma non è tutto. Tra le altre motivazioni che hanno portato i medici a incrociare le braccia anche il no a una professione «governata per decreti» e a protocolli di stato «suggeriti da chi è lontano dalla relazione quotidiana con le persone», il no «agli obblighi amministrativi che tolgono tempo alla relazione di cura», a una formazione «che non si confronta con i bisogni di salute» e a una politica «ostile al medico e poco attenta alla sicurezza delle cure». Le priorità secondo i sindacati sono quindi una informazione che offra anche «occasioni di conoscenza tra bisogni di salute» e una «coerenza tra accesso allo studio, al lavoro e al ricambio generazionale». Accanto a tutto ciò ci sono temi più propriamente locali. Giordano si è rivolto alla Regione chiedendo che palazzo Donini «recepisca la nostra disponibilità a difendere il sistema sanitario regionale», mentre c’è chi, come la Cgil, parla di una riforma sanitaria «disattesa. Non c’è reale integrazione, solo accorpamenti e tagli all’interno di un sistema ospedalocentrico».

L’Umbria Altri, come Coccetta, mettono nel mirino «quei servizi in Umbria creati a volte più per governare il consenso che per reali esigenze. È inutile – dice – creare servizi zoppi». Ai medici poi non è piaciuto il mancato confronto con l’assessore Luca Barberini: «Finora – ha continuato Coccetta – c’è stato solo un incontro e i tavoli tecnici, promessi per la metà di ottobre, non sono partiti. Questo significa che la politica non ha voglia di confrontarsi». Ad ascoltare i sindacati, che hanno anche chiesto un maggior lavoro sull’appropriatezza organizzativa e una migliore integrazione fra territori e ospedali, alcuni consiglieri regionali come il medico Solinas (Pd), Liberati (M5S), Mancini (Lega) e Squarta (Fd’I). E proprio sul tasto dell’appropriatezza organizzativa e dei nuovi direttori sanitari, che palazzo Donini sceglierà tra fine febbraio e inizio marzo, ha battuto Solinas: «Le nuove direzioni sanitarie non potranno continuare a fare quello che vogliono e si dovrà tenere conto dell’appropriatezza organizzativa. C’è un eccesso di accentramento, serve più coinvolgimento di chi lavora».

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.