Un medico al lavoro

I sindacati sono tornati ad alzare la voce e il caso sanità è finito subito sui banchi del consiglio. All’ombra di Concorsopoli, inchiesta che continua ad allargarsi giorno dopo giorno, con il commissariamento delle aziende sanitarie c’è il timore per l’ospedale Santa Maria di Terni, di una paralisi di tutte quelle procedure per cui le parti sociali si sono battute, legate soprattutto all’assunzione di personale. Il consiglio comunale ha approvato non a caso all’unanimità un atto di indirizzo sulla sensibilizzazione dei vari organi competenti sulla necessità di proseguire con il piano per incrementare il personale sanitario.

M5s «Il documento nasce – come ha illustrato il consigliere Claudio Fiorelli dei Cinque Stelle – dalla gravissima carenza di personale medico, infermieristico, tecnico, ausiliario ed amministrativo. Una situazione che si è aggravata nell’ambito della cosidetta Sanitopoli che ha avuto ripercussioni anche sulla situazione dell’amministrazione sanitaria di Terni. Il documento è stato integrato da un emendamento della maggioranza di centrodestra nel quale si chiede la convocazione al più presto possibile della direzione generale dell’Azienda Ospedaliera in audizione per riferire sulla carenza di personale. Si impegna, infine, il sindaco a relazionare in Seconda commissione in ordine alle risultanze delle indagini della task force inviata dal Ministero».

Lega «Quello di Terni – ricorda il consigliere Armillei della Lega – è stato considerato tra i migliori nosocomi del centro-sud d’Italia e funge ancora oggi da richiamo per molti pazienti di altre regioni, tanto da essere inserito tra i primi ospedali nazionali per capacità di attrazione. Genera molta preoccupazione che molti direttori di struttura complessa dovranno essere sostituiti perché hanno già lasciato la loro attività per sopraggiunto limite di età mentre altri hanno lasciato il nosocomio avendo scelto di operare altrove. Per continuare ad essere definita un’azienda attrattiva non basta la presenza di particolari strutture, ma necessita anche di personale professionale specializzato e con un’esperienza maturata nel tempo nel campo specifico dell’attività svolta; è recentissima la corale protesta di tutti i sindacati medici e del comparto riguardo le mancate assunzioni promesse da tempo a riguardo. La preoccupazione, successivamente alla scelta di commissariare le quattro aziende sanitarie umbre attualmente in scadenza a giugno, dopo le note vicende giudiziarie è tangibile, generando incertezza per la gestione futura, in particolare per l’azienda ospedaliera di Terni. Nessuna soluzione si è ancora vista riguardo il problema della sistemazione dei malati in reparti diversi da quelli di appartenenza per la carenza dei posti letto; nessun rimedio è stato posto per diminuire le liste di attesa per gli interventi chirurgici programmati che in molti casi arrivano a tempistiche di un anno e oltre. Pochi i concorsi per sostituire i primari fuoriusciti, perchè si preferisce andare avanti con la non soddisfacente figura dirigenziale del facente funzione. È necessario quindi – conclude Armillei – da parte della Regione Umbria e della direzione aziendale, mettere in atto soluzioni immediate, affinché la qualità del servizio offerto dall’alta specializzazione dell’ospedale di Terni resti sempre alta mantenendo quell’attrattività che l’ha sempre contraddistinta».

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