Sta terminando in queste ore a San Sisto e Castel del Piano la rimozione dei cassonetti stradali da parte di Gesenu. Per circa 15mila persone che abitano e lavorano nei due quartieri, infatti, è entrato in funzione da lunedì il sistema di raccolta differenziata Tris, attivo solo in alcune zone dei due popolosi quartieri. Con la rimozione dei cassonetti, in particolare quelli dell’indifferenziata, viene meno anche il problema dell’abbandono di rifiuti, anche da parte di cantieri e attività commerciali. Nel complesso il territorio di riferimento conta circa 6.900 utenze Tari, di cui 6.350 domestiche e 526 non domestiche. Oggi il modello domiciliare Tris è già attivo per il 67 per cento delle utenze domestiche e per il 60 per cento di quelle non domestiche.
Il nuovo sistema Come funzionerà il nuovo sistema? Il Tris prevede l’uso di contenitori domiciliari per carta, plastica, metalli e rifiuto secco, affiancati da piccoli mastelli per l’organico, con frequenza di svuotamento calibrata in base alla dimensione dei civici e al numero di residenti: nelle piccole unità domestiche la raccolta sarà mensile per il Tris e bisettimanale per l’organico, mentre nei condomini più grandi le frequenze variano fino al ritiro settimanale o bisettimanale, a seconda del numero di utenze. Anche le attività commerciali saranno suddivise secondo il volume di produzione, con svuotamenti più frequenti per ristoranti e supermercati. Nulla cambia per il vetro: la raccolta rimarrà stradale attraverso le campane. Per garantire tracciabilità e controlli, tutti i contenitori saranno dotati di tag Rfid (una piccola “etichetta” elettronica che consente di identificare e tracciare oggetti), associati univocamente a ciascuna utenza tramite tablet durante la consegna.
Modello obsoleto Finora il modello era basato in gran parte su cassonetti stradali da 2.400 litri, con diverse criticità – compreso il cosiddetto “turismo” dei rifiuti – che hanno reso necessaria la riorganizzazione. Secondo le analisi di Gesenu e Comune fatte nei mesi scorsi, la raccolta differenziata nelle zone stradali dei due quartieri si fermava ad appena il 20 per cento, molto lontana dall’obiettivo di circa il 76-77 per cento raggiungibile con la raccolta domiciliare integrale. I dati raccolti sui rifiuti conferiti hanno poi indicato che quasi due terzi del materiale depositato nei cassonetti del secco residuo è in realtà riciclabile. La frazione organica presentava inoltre un livello di impurità doppio rispetto ai limiti raccomandati (10 per cento invece del 5 per cento), con presenza di plastica e altri materiali non compostabili. Secondo i dati di Arpa relativi al 2025, a Perugia la differenziata ha toccato il 73,5 per cento.
I costi Per attuare il nuovo sistema l’investimento complessivo è pari a quasi 880mila euro, cifra che comprende l’acquisto di mastelli e bidoni di varie dimensioni (oltre 230mila euro) e la loro distribuzione (171mila euro), nuovi mezzi per la raccolta (385mila euro), sistemi tecnologici per tracciare i conferimenti (9mila euro) e la rimozione dei cassonetti stradali (42mila euro), con un aumento dei costi operativi annui di circa 134 mila euro. Una parte di questa spesa sarà però compensata dal recupero di risorse provenienti dal vecchio sistema stradale, portando l’incremento netto complessivo a quasi 290 mila euro all’anno.
