Il San Francesco di Cimabue alla basilica di Assisi

Era il 18 giugno 1939 quando San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena vennero proclamati Patroni d’Italia. Nel 2014 si festeggiano dunque i 75 anni da questa data storica.

L’importanza di Francesco «San Francesco rappresenta l’anima aperta, bella e inclusiva dell’Italia spinta dalla speranza di affrontare con coraggio i momenti di crisi e di smarrimento – ha dichiarato per l’occasione padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro convento di Assisi – per questo oggi più che mai è importante festeggiare i 75 anni dalla proclamazione di san Francesco a Patrono d’Italia»

Francesco in poche parole Da una vita giovanile spensierata e mondana, dopo aver usato misericordia ai lebbrosi (Testamento), si convertì al Vangelo e lo visse con estrema coerenza, in povertà e letizia, seguendo il Cristo umile, povero e casto, secondo lo spirito delle beatitudini. Insieme ai primi fratelli che lo seguirono, attratti dalla forza del suo esempio, predicò per tutte le contrade l’amore del Signore, contribuendo al rinnovamento della Chiesa. Innamorato del Cristo, incentrò nella contemplazione del Presepe e del Calvario la sua esperienza spirituale. Portò nel suo corpo i segni della Passione. Il lui come nei più grandi mistici si reintegrò l’armonia con il cosmo, di cui si fece interprete nel cantico delle creature. Fu ispiratore e padre delle famiglie religiose maschili e femminili che da lui prendono il nome. Pio XII lo proclamò patrono d’Italia il 18 giugno 1939.

Laura Boldrini Il messaggio inviato da Laura Boldrini a padre Mauro Gambetti, Custode del Sacro convento di Assisi:

Mi unisco a voi nel celebrare oggi il settantacinquesimo anniversario della proclamazione di San Francesco di Assisi e Santa Caterina da Siena come patroni d’Italia. Santi dell’accoglienza e della fraternità, che per questa ragione sono figure care a tanti italiani e italiane, credenti o no, ma comunque attenti ai valori sui quali si deve fondare ogni comunità.

Francesco e Caterina fanno parte della storia viva del nostro Paese e continuano a rappresentare un punto di riferimento per chiunque abbia a cuore la pace e voglia costruirla nel confronto tra le persone, le culture, le religioni. Come ci ricorda anche la giornata del 4 ottobre, che il nostro Paese – con la legge votata dal Parlamento nove anni fa – ha scelto di dedicare alla pace, alla fraternità, al dialogo. 

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