di Daniele Bovi
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Sono 143 in 32 comuni umbri le feste e le sagre «green» (qui la lista), ovvero quelle che hanno ottenuto il marchio «Ecofesta» assegnato dalla Regione: da uno a tre «foglie» a seconda dei livelli di compatibilità ambientale anche rispetto alla gestione e minor produzione di rifiuti. A tracciare il bilancio del primo anno di entrata in vigore del marchio è stato, lunedì a Perugia, l’assessore regionale all’Ambiente Silvano Rometti insieme a Maria Ruggiero del servizio regionale qualità dell’ambiente. «Durante questi eventi – ha detto Rometti – si producevano una quantità di rifiuti incredibile ed eccessiva». La stragrande maggioranza delle feste, 119, ha ottenuto le tre foglie (e duemila euro di contributi ognuna), 14 due (1.500 euro) e dieci una sola (750 euro). «Complessivamente – ha aggiunto Rometti – abbiamo fatto uno sforzo da 266 mila euro per fare un passo in avanti per la riduzione dei rifiuti».
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Rometti: risultati lusinghieri «Il risultato ottenuto con l’assegnazione del marchio è certamente lusinghiero – ha aggiunto – se si considera che le manifestazioni che hanno avuto la maggiore attribuzione di foglie in base al disciplinare approvato dalla Regione sono in numero preponderante, a testimonianza anche di una crescente consapevolezza da parte dei soggetti organizzatori. Oggi, grazie a criteri ambientalmente più significativi, andiamo ad incentivare quelle manifestazioni che sono realmente sostenibili da un punto di vista ambientale, non solo rispetto alla minore quantità dei rifiuti prodotti e al loro riuso, ma anche per qualità dei materiali utilizzati».
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Meno rifiuti Per ottenere le tre foglie, come ha spiegato la Ruggiero, le feste hanno dovuto provvedere, ad esempio, ad installare lampade a basso consumo, a servire il cibo, magari «a chilometri zero», su materiale riciclato (le bevande su caraffe invece che in bottiglia) e a recuperare gli avanzi anche attraverso accordi per portare gli scarti a canili e gattili. Nel dicembre scorso inoltre la giunta regionale ha approvato il Programma di prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti che individua una serie di azioni da portare avanti nei prossimi mesi. Visto che la maggior parte di ciò che viene gettato è rappresentato da imballaggi, l’orientamento è quello di incentivare l’uso di spine per latte, detersivi, pasta e così via. Su questo fronte un contributo importante lo stanno dando le 31 fontanelle (le ultime due inaugurate a Tavernelle e Panicale proprio lunedì) di acqua pubblica: 222 i milioni di litri erogati pari a 15,5 milioni di bottiglie di plastica. Ipoteticamente se ne sono risparmiate 444 tonnellate. Azioni specifiche invece saranno portate avanti per disincentivare il più possibile l’uso della carta negli uffici.
Partecipazione «Verranno coinvolti tutti i soggetti interessati – ha detto Ruggiero -, dagli enti locali e istituzioni alle associazioni di volontariato, per realizzare iniziative comuni. Ciò tenendo conto del contesto socio economico in cui ci troviamo ad operare e del quadro complessivo delle norme materia. il Ministero per l’ambiente sta predisponendo il Piano nazionale e siamo in attesa dei decreti attuativi relativi alle operazione di preparazione al riutilizzo. Si andrà ad operare su diversi fronti, dagli imballaggi al merchandising, individuando misure che possano concorrere al riutilizzo dei rifiuti ed al recupero dei materiali, rimettendo nel circuito le eccedenze. Rimane comunque fondamentale – ha concluso – la consapevolezza dei diversi attori che operano nel settore dei rifiuti, a cominciare dagli stessi cittadini ed è per questo che si continueranno a sostenere campagne informative e specifiche azioni».
