di Ivano Porfiri
Da sabato 15 ottobre si possono accendere i riscaldamenti a Perugia ma non a Terni, a Todi ma non a Fratta Todina, a Spoleto ma non a Foligno. Il calendario è scandito a seconda delle zone climatiche. Quindi metà Umbria potrà accendere i termosifoni, mentre l’altra metà dovrà aspettare il 1 novembre.
Le zone climatiche L’Italia è divisa in sei zone climatiche, ciascuna contrassegnata da una lettera: “A” (periodo di accensione 1 dicembre-15 marzo, 6 ore al giorno); “B” (1 dicembre-31 marzo, 8 ore); “C” (15 novembre-31 marzo, 10 ore); “D” (1 novembre-15 aprile, 12 ore); “E” (15 ottobre-15 aprile, 14 ore) ed “F” (nessuna limitazione). Roma e Firenze sono nella zona “D”, Napoli, Bari e cagliari nella “C”, Perugia nella “E”. L’Umbria è divisa tra le lettere D ed E.
CONTROLLA IN CHE ZONA CLIMATICA SI TROVA IL TUO COMUNE
Umbria a macchia di leopardo L’Umbria climatica si divide a macchia di leopardo: la discriminante principale è l’altitudine quindi accade che Todi appartenga alla zona E, mentre Fratta Todina alla zona D. Alla zona E (via libera dal 15 ottobre) appartengono Perugia, Assisi, Città della Pieve, Città di Castello, tutta la Valnerina, Spoleto, Todi, Gubbio. Alla zona D Terni, Foligno, gran parte dell’area del Trasimeno.
Principali città italiane Nel resto dello stivale possono iniziare sabato ad accendere i riscaldamenti gli abitanti di Alessandria, Aosta, Arezzo, Asti, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Como, Cremona, Enna, Ferrara, Frosinone, Gorizia, L’Aquila, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Monza, Novara, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Sondrio, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Urbino, Varese, Venezia, Verbania, Vercelli, Verona, Vicenza. A ricordarlo è Confedilizia, che ricorda come i comuni siti nelle zone climatiche “F” (ad esempio Belluno, Bormio, Brennero, Brunico, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Cuneo, Ovindoli, Pescasseroli, Stelvio) non abbiano invece limitazioni temporali, potendo in qualsiasi momento accendere gli impianti.
Termini ampliabili «I sindaci dei comuni – spiega Confedilizia – possono ampliare, a fronte di comprovate esigenze, i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di accensione dei riscaldamenti, dandone immediata notizia alla popolazione. Al di fuori di tali periodi, gli impianti termici possono essere attivati solo in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio e, comunque, con durata giornaliera non superiore alla meta’ di quella consentita a pieno regime. E’ prevista la sanzione amministrativa da un minimo di 500 euro ad un massimo di 3.000».

