Un corteo partecipato e sentito, che ha percorso le vie del centro di Perugia, il “salotto buono” aperto da decine di migranti e di italiani senza scarpe. Perugia ha partecipato così alla Marcia delle donne e degli uomini scalzi, che si è svolta in 60 città italiane per testimoniare solidarietà ai profughi e rifugiati in queste settimane stanno arrivando in Europa, oltre a un diverso approccio alla politica e all’economia internazionale.«Abbandonare tutto – si legge nell’appello della Marcia – mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro a una barca, a un tir, a un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno. Sono queste le donne e gli uomini scalzi del 21esimo secolo e noi stiamo con loro».
Tanti in marciaPartita da piazza Italia, la manifestazione è arrivata a piazza della Repubblica passando per piazza IV Novembre e corso Vannucci. Ad aprire le fila decine di persone con in mano grandi lettere bianche di polistirolo a comporre la scritta ‘Diritti umani’. A seguire una grande bandiera arcobaleno simbolo della pace e vessilli di molte associazioni, dalla Rete della Pace all’Arci, dalla Acli a Libera, alla Cgil, Amnesty International, fino all’Udu. A marciare alcune centinaia di persone che, arrivate in piazza della Repubblica, hanno trovato la performance con persone scalze sdraiate a terra davanti alla libreria Feltrinelli e una Statua della Libertà su un piedistallo, anche lei scalza.
Marini Tante le adesioni arrivate anche in giornata. «Convinta adesione» alla Marcia arriva dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini e dall’assessore regionale alle politiche per l’immigrazione Luca Barberini. «Il dramma degli sbarchi, dei morti nel Mediterraneo, delle colonne umane in marcia attraverso l’Europa dell’Est non può lasciarci indifferenti – afferma la presidente Marini -. Il crescente clima di intolleranza, alimentato a scopo elettorale dal cinismo di una minoranza di professionisti dell’odio, non può non essere contrastato dall’iniziativa della maggioranza di coloro che decidono di restare umani e che credono nei valori dell’accoglienza e della pace, maggioranza sinora troppo timida ma che già si è resa protagonista in Europa con iniziative di spontanea e concreta solidarietà. Noi non intendiamo ripudiare l’identità storica dell’Umbria, terra di San Francesco d’Assisi e di Aldo Capitini. Per questo stiamo accogliendo nella nostra regione oltre un migliaio di richiedenti protezione internazionale. Abbiamo predisposto un modello di accoglienza umbro basato sulla distribuzione nel territorio di piccoli nuclei di rifugiati, gestito dalle prefetture con la collaborazione della Regione, delle Aziende Asl, delle questure, di molti Comuni ed associazioni. È un modello che sta dimostrando la sua efficacia. È necessario che la società civile umbra continui ad aiutarci nello sforzo che stiamo compiendo e alzi forte la voce per chiedere, anche all’Europa, scelte chiare, coraggiose e lungimiranti».
Barberini «Ho letto l’appello che indice la Marcia delle donne e degli uomini scalzi e che chiede di decidere da che parte stare – ha affermato l’assessore Luca Barberini -. Non ho dubbi, perché da sempre mi sento di stare dalla parte dei più deboli e di chi subisce le ingiustizie della guerra e della povertà e che per questo è costretto a fuggire e a migrare in un altro paese. Aderisco, quindi, convintamente all’appello di convocazione della marcia di venerdì 11 settembre. Il nostro impegno sul fronte dell’integrazione si arricchisce ogni giorno dei piccoli successi che riusciamo a conseguire grazie ai tanti progetti ideati e realizzati dalle associazioni, dal terzo settore e dai comuni con il sostegno della Regione. Credo sia giusto parlare delle cose che funzionano: è la migliore risposta agli imprenditori politici dell’intolleranza».
Pd: «Romizi aderisca» I capigruppo del Pd e del Psi a Palazzo dei Priori hanno inviato al sindaco del Comune di Perugia la richiesta di partecipare alla marcia delle donne e degli uomini scalzi. «Una città come Perugia – ricordano sia Mencaroni che Arcudi – imbevuta della non violenza capitiniana e da sempre pervasa dai temi dell’inclusione e del rispetto deve essere in prima fila nel sostegno a profughi e rifugiati».
Cgil Anche la Cgil dell’Umbria, insieme al coordinamento umbro della Rete della Pace, sottoscrive l’appello della Marcia delle donne e degli uomini scalzi e partecipa all’appuntamento. «Accogliere e dare asilo a chi scappa dalle guerre significa costruire la pace – si legge nella nota del coordinamento umbro della Rete della Pace a cui aderiscono Acli, Arci, Cgil, Legambiente, Cnca, Rete studenti medi, Udu e Agesci – Sulle politiche migratorie europee e globali si combatte una battaglia decisiva per cercare di far cambiare passo al nostro Paese, all’Europa, ma anche alle nostre piccole comunità locali, sempre più prigioniere di egoismi, populismi e politiche sociali controproducent».
Leonelli Anche il presidente del gruppo del Partito democratico alla Regione Umbria, Giacomo Leonelli, comunica la sua adesione e quella di tutto il Pd alla ‘Marcia delle donne e degli uomini scalzi’ per cambiare le politiche migratorie di oggi pomeriggio. «Adesione convinta ad una manifestazione dall’alto valore civico – spiega lo stesso Leonelli – in una città come Perugia, da sempre convinta assertrice dei valori dell’inclusione e del rispetto, città culla della non violenza di Aldo Capitini, che ha il dovere di essere in prima fila nel sostegno a quei profughi e quei rifugiati che cercano di sottrarsi a terribili condizioni di vita nei loro paesi di provenienza. Per questo la marcia rappresenta un momento di riflessione vero e serio sul problema rifugiati, scevro da qualsiasi forma di polemica politica».
