Un impianto per la selezione dei rifiuti

di Daniele Bovi

Vale centinaia di milioni di euro la gara per la gestione integrata dei rifiuti in tutto l’Ati 1 sulla quale sono spuntati, nelle settimane scorse, altri due ricorsi al Tar delle aziende che si sono classificate in seconda e terza posizione. La gara riguarda il territorio che va dall’Alto Tevere all’Eugubino e ha una durata di ben 15 anni; una partita che, complessivamente, garantirà al vincitore qualcosa come 300 milioni di euro. In totale sono state nove le imprese che hanno deciso di partecipare e a vincere è a spuntare l’aggiudicazione è stata la Sogepu, società a capitale interamente pubblico partecipata in larga parte dal Comune di Città di Castello più altri cinque Comuni limitrofi, in Raggruppamento temporaneo di imprese con Ecocave srl (partecipata dai Comuni di Assisi e Valfabbrica) con una proposta vicina ai 300 milioni.

Una vicenda tribolata Una procedura tribolata, iniziata nel luglio del 2015 e che ha superato già due ricorsi al Tar e uno al Consiglio di Stato, ai quali ora si aggiungono quelli di un altro Rti, cioè i secondi classificati della Diodoro Ecologia-TeAm, abruzzesi, e dei tersi, i piemontesi di Teknoservice-Stirano srl. Le offerte sono arrivate all’Auri, l’Autorità regionale per i rifiuti e l’idrico, nell’agosto del 2018 mentre a gennaio 2019 è scattata l’aggiudicazione provvisoria in favore di Sogepu, che allo scopo ha costituito un Rti insieme alla perugina Ecocave. L’aggiudicazione definitiva da parte dell’Auri è arrivata alla metà di aprile, ma neanche un mese dopo sono stati depositati i ricorsi al Tar, con i quali si chiede l’annullamento dell’aggiudicazione previa sospensiva.

I Comuni Il raggruppamento temporaneo di imprese formato da Sogepu ed Ecocave, dunque, potrebbe gestire i servizi legati alla raccolta rifiuti per tutto l’Altotevere (già lo faceva con l’eccezione di Umbertide e Lisciano Niccone) più tutto l’Eugubino-Gualdese. In totale si parla di 14 Comuni: Citerna, Città di Castello, Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino, Scheggia e Pascelupo, Sigillo e Umbertide.

La presidenza Auri Tornando all’Auri, mercoledì il sindaco di Corciano Cristian Betti ha formalizzato le proprie dimissioni di fronte al direttivo; una mossa che non va letta solo guardando alle regionali d’autunno, bensì anche con il terreno guadagnato dal centrodestra alle comunali, al quale ora verrà ceduto l’onore e l’onere di guidare la delicatissima partita dei rifiuti. Per il 5 luglio è stata convocata l’assemblea per il rinnovo degli organi e fino a quella data a occuparsi dell’Auri sarà il sindaco di Perugia Andrea Romizi. Per il successore di Betti invece, bisognerà guardare a chi per il centrodestra guida una delle città dell’Umbria; un profilo potrebbe essere quello del sindaco di Todi Antonino Ruggiano, ipotesi che però sembra tramontata nelle ultime ore a favore di quella che porta il nome di Leonardo Latini, il leghista sindaco di Terni.

Twitter @DanieleBovi

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