Rientro a scuola per circa 103 mila studenti umbri. Lunedì 14 settembre in tutta l’Umbria torna a suonare la campanella, con bimbi e giovanissimi che si riaccomoderanno sui banchi, che però sono sempre di meno. Circa 2 mila, infatti, la flessione degli iscritti alle scuole umbre rispetto al precedente anno scolastico, mentre nell’ultimo triennio l’emorragia sfiora quota 5mila.
Per dare la misura di come l’inverno demografico impatti nella scuola, è sufficiente segnalare che i bimbi iscritti alla prima sono sono circa 29.300, mentre gli adolescenti che stanno studiando per il diploma quasi 39.500, anche se naturalmente su quest’ultimo dato incidente anche la mobilità studentesca nelle aree di confine e per alcuni istituti specifici, come Agrari e Alberghieri. Alle scuole secondarie di primo grado, le vecchie scuole medie, invece, gli studenti sfiorano quota 21mila.
A tutti loro, compresi i circa 13.500 piccoli che oggi inizieranno o torneranno nelle scuole dell’infanzia, si è rivolta la presidente della Regione Stefania Proietti, con «un augurio semplice: usate bene questo tempo. Studiate, fate domande, dibattete, cercate di capire quello che accade intorno a voi, fate delle vostre scuole le vostre comunità: a scuola serve ad acquisire strumenti per scegliere, per distinguere un fatto da un’opinione, per capire e per costruire una propria autonomia e una propria personalità». La governatrice ha quindi ricordato che «l’Umbria è la regione con la minor povertà educativa d’Italia, è dotata di straordinarie eccellenze nell’istruzione e nella formazione, e ha bisogno di giovani preparati, liberi di scegliere e messi nelle condizioni di costruire il proprio percorso».
Quindi le azioni: «Come Regione ci impegniamo quotidianamente affinché il diritto allo studio non dipenda dal comune in cui si vive, dalla situazione economica della famiglia o dalle condizioni personali di ciascuno; questo significa trasporti, servizi, sostegno alle famiglie, inclusione, edifici sicuri anche in quelli dei piccoli comuni e delle aree interne». Proietti ha quindi ricordato «l’abbonamento ‘Umbria Vai’ per garantire a 70 euro all’anno il trasporto pubblico al maggior numero possibile di studenti», ma anche i fondi per «finanziare centinaia di posti in asili nido pubblici in tutta l’Umbria», le risorse impiegate per «finanziare e cofinanziare le riqualificazioni di tante scuole in tutta l’Umbria con fondi Pnrr e regionali», oltre a quelle destinate «a circa 40 nuovi percorsi di dottorato di ricerca e finanziato il diritto all’abitare degli studenti universitari e stiamo garantendo con fondi regionali mense, libri scolastici e tempo prolungato».
A parlare nelle ore in cui i bimbi e ragazzi rientrano nelle aule scolastiche anche l’assessore Fabio Barcaioli, che ha insistito su un punto: «Quando si varca la soglia di una scuola, le condizioni sociali ed economiche dalle quali ciascuno proviene non possono determinare il valore di una persona né le possibilità che avrà davanti a sé. A scuola dobbiamo essere tutti uguali, perché il diritto a studiare e a misurarsi con le proprie capacità deve essere garantito a ciascuno, senza privilegi e senza ostacoli legati alla condizione di partenza. È questo il principio sul quale deve fondarsi la scuola pubblica ed è per questo che le istituzioni hanno il dovere di sostenerla».
