di Chiara Fabrizi
Più di 1.100 cantieri di ricostruzione privata conclusi e oltre 2.300 aperti. Questa la fotografia per la riparazione dei danni (prevalentemente lievi) alle case scattata in Umbria dal commissario Giovanni Legnini che, nelle ultime ore, ha presentato il report del maxi cantiere del Centro Italia aggiornato al 30 giugno scorso, in cui si legge che per le abitazioni i progetti presentati rappresentano il 53 per cento di quelli attesi. Affinata, infine, la conta dei danni provocati dai terremoti del 2016, comprensiva delle risorse che serviranno per restituire scuole, ospedali e chiese alle comunità del cratere: in Umbria la stima è di 3,3 miliardi, ma potrebbe aumentare a causa di ulteriori rincari delle materie prime. I comuni più colpiti sono Norcia con quasi 1,17 miliardi di danni, Spoleto con 481 milioni e Cascia con 257,3 milioni. Sul tavolo, però, c’è anche il Pnrr sisma con la prima tranche di progetti che per l’Umbria vale 87 milioni di euro e per la quale è già corsa contro il tempo. Sì, perché le regole dettate dal ministero dell’Economia e delle Finanze prevedono che tutti gli interventi debbano essere materialmente avviati entro la fine dell’anno, mentre per il 31 dicembre del 2023 deve essere stato eseguito almeno il 25 per cento delle lavorazione, da concludere definitivamente entro il 2026.
Quasi 4 mila progetti ancora da finanziare «Siamo di fronte a risultati importanti per la ricostruzione, ma dobbiamo proseguire con questo ritmo» ha detto Legnini, evidenziando che per gli interventi dell’intero Centro Italia colpito dal sisma del 2016 «abbiamo terminato i 4 miliardi netti stanziati nel 2017, perché la spesa fin qui sostenuta gira intorno ai 4,3 miliardi e abbiamo, quindi, iniziato a usare i 6 miliardi messi a disposizione con l’ultima legge di bilancio, perché le erogazioni di risorse effettive negli ultimi tempi hanno toccato vette di 100 milioni al mese». Restano ovviamente le criticità, con il «primo pensiero» di Legnini che è rappresentato dai «progetti ancora da redigere»: in Umbria, considerando anche le opere pubbliche e le chiese, oltre alle case e alle aziende, devono essere ancora finanziati 3.971 interventi per quasi 1,83 miliardi di euro, mentre quelli già in cassaforte sono numericamente superiori, risultando 4.144, ma hanno un valore economico inferiore, attestandosi a 1,44 miliardi.
Nuovo Governo e sorti di Legnini «L’auspicio – ha detto il commissario – è che il numero dei professionisti e delle imprese aumenti, perché nell’ultimo anno entrambi si sono rivolti altrove, concentrandosi prevalentemente sui cantieri del 110 per cento. Se non ci fosse stata questa congiuntura, segnata dall’esplosione dei prezzi e dalla saturazione del mercato dell’edilizia, i segnali sarebbero stati più consistenti». L’incarico di Legnini scadrà a fine anno, ma prima del termine sono in programma le elezioni politiche, con il nuovo governo che potrebbe individuare un nuovo regista per la ricostruzione. «Il 2023 – ha detto sul punto il commissario – si caratterizzerà dalla possibilità di uscire dalla gestione commissariale, purché si individui una struttura di coordinamento, ma si tratta di una mia opinione che sottoporrò al nuovo Governo», cui spetterà la scelta.
Marcia la ricostruzione di case e aziende Tornando ai numeri della ricostruzione in Umbria, comunque, per quanto riguarda gli edifici privati sono state presentate 3.727 domande (di cui 2.350 approvate, 485 respinte e 892 in istruttoria), che numericamente valgono il 53 per cento di quelle attese. Il livello di progettazione in Umbria risulta marcatamente superiore alla media dell’intero Centro Italia, che si ferma al 45 per cento, anche se meglio fa l’Abruzzo con il 55 per cento. Sotto il profilo economico, invece, le 3.727 domande presentate valgono 930 milioni di euro che equivalgono al 43 per cento della conta dei danni della ricostruzione privata in Umbria, ma in questo caso i fondi già impegnati rappresentano il livello proporzionalmente più elevato sia nel Centro Italia che sulle singole altre tre regioni coinvolte.
Prove di sprint su opere pubbliche Per quanto riguarda i cantieri pubblici, invece, il passo dell’Umbria e anche degli altri territori è decisamente più lento, ma sono finalmente in corso prove di sprint. Sì, perché sono stati finanziati 290 interventi su altrettante opere pubbliche per quasi 441,5 milioni di euro, ma sono ancora in attesa di progetti e di fondi altre 367 tra scuole ospedali, strade e altro, per 463,1 milioni di euro. In altre parole, in termini di cantieri da finanziare, la ricostruzione pubblica è al 44 per cento, mentre non è fornito il dato sui relativi lavori effettivamente avviati, che si ritiene decisamente più contenuto. Complessivamente, comunque, per la sola ricostruzione pubblica i danni ammontano a 904 milioni di euro.
Chiese in alto mare Infine, fotografato anche lo stato dell’arte della riparazione delle chiese umbre per le quali sono stati finanziati 127 interventi, ovvero il 28,5 per cento di quelli necessari, per 69,7 milioni di euro, mentre all’appello mancano ancora fondi e progetti per altri 318 edifici di culto che necessitano di 132,6 milioni di euro. In questo caso, il conto presentato dal terremoto è quindi di 202 milioni di euro.
Pnrr sisma: entro l’anno via a 87 mln di cantieri Infine, c’è da correre anche per il primo pacchetto di interventi finanziati con il Pnrr sisma, ovvero 834 progetti per 840 milioni, di cui 525 nel cratere sisma 2016 per 626 milioni di euro, mentre le restanti quote sono in capo ai territori dell’Abruzzo colpiti dal sisma del 2009. Anche considerato l’obbligo di aprire i cantieri entro il 2022, Legnini si spinge a dire che «non è un azzardo affermare che nei prossimi mesi si possa raggiungere la soglia dei mille cantieri pubblici attivi all’interno del cratere». Nel dettaglio, questa prima tranche di Pnrr sisma, che in Umbria vale 87 milioni, attiverà lavori per rigenerazione urbana (18,7 milioni in Umbria); conservazione e fruizione dei beni culturale (9,75 milioni); percorsi e cammini, impianti sportivi (10 milioni); treno a idrogeno Terni-Rieti-L’Aquila-Sulmona (10,88 milioni all’Umbria più 21 milioni all’Abruzzo e 18,1 al Lazio); restyling stazioni ferroviarie (5 milioni all’Umbria); strade statali (27 milioni); e strade comunali (5,6 milioni).
