Norcia, piazza San Benedetto (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

«Assicurare il rispetto della configurazione architettonica originaria con miglioramento delle condizioni di fruibilità e d’uso». Questa una delle indicazioni progettuali contenute nelle linee di indirizzo per la ricostruzione della basilica di Norcia, crollata col terremoto del 30 ottobre 2016, definite dalla commissione presieduta dal prof Antonio Paolucci, che già venti anni fa coordinò la ricostruzione della basilica di San Francesco ad Assisi danneggiata dal sisma.

Documento preliminare progettazione Sul confronto tra i due maxi cantieri Paolucci ha già spiegato che quello di Norcia sarà molto più complesso di quanto fu quello di Assisi e forse anche per questo per ricostruire San Benedetto, dove è rimasta in piedi solo la facciata, il Mibac e tutti gli altri soggetti hanno scelto la via del concorso internazionale che sarà incardinato sul documento preliminare per la progettazione degli interventi sulla basilica di Norcia, «a cui lavoriamo ormai da un mese e che contiamo – ha detto il soprintendente speciale per le zone colpite dal sisma del 2016, Paolo Iannelli – di aver definito in ogni sua parte entro i primi mesi del 2019», quando è quindi attesa la pubblicazione della procedura internazionale.

Linee indirizzo per la basilica di Norcia Intanto, però, Iannelli sintetizza le linee di indirizzo approvate attraverso un documento di sintesi spiega gli intenti della commissione che, sul fronte progettuale, ha tracciato un perimetro entro il quale architetti e ingegneri dovranno muoversi, come appunto «assicurare il rispetto della configurazione architettonica originaria con miglioramento delle condizioni di fruibilità e d’uso, nonché la contestualizzazione del bene rispetto al paesaggio ed alla piazza antistante», ma anche «garantire il livello di sicurezza strutturale più elevato in relazione alla specificità del bene e alla sua esposizione, nonché un sistema di monitoraggio strutturale; prevedere un’analisi strutturale per la valutazione della sicurezza che verifichi tutti i meccanismi locali oltre che il modello globale della struttura; assicurare soluzioni che ottimizzino l’ispezionabilità, la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’opera; prevedere cantierabilità e tempistica tali da preservare al massimo la fruizione degli spazi pubblici anche nel corso dei lavori, con particolare attenzione alla viabilità».

Non alterare rapporto piazza-San Benedetto Più in generale, si legge nel documento di sintesi di Iannelli, «la soluzione progettuale dovrà avere particolare attenzione nei confronti dei punti di riferimento “identitari e culturali” della basilica, in modo da non alterare il valore paesaggistico e urbanistico di Norcia e dell’insieme Piazza-Basilica, riservando una particolare considerazione all’utilizzo dei materiali di ricostruzione (privilegiando l’uso di quelli originali recuperati, catalogati e stoccati dal Mibac, e alla ricollocazione degli elementi architettonici recuperati secondo le direttive già emanate dal Mibac». Dalle linee guida «emerge l’indicazione a realizzare un intervento che si muova nell’ambito della scienza del restauro, in cui la sicurezza strutturale e sismica in particolare, vengano a costituire, insieme a soluzioni tecniche e tecnologiche all’avanguardia per il monitoraggio strutturale e la gestione, l’obiettivo fondamentale ed imprescindibile della progettazione». Ora è atteso il bando.

@chilodice

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