Un momento della protesta di fronte alla sede di Roma

Un sostegno trasversale e unanime alle rivendicazioni dei ricercatori precari del Consiglio nazionale delle ricerche. In Umbria, Regione e Comune di Perugia hanno approvato due atti che chiedono più risorse per la ricerca pubblica e la stabilizzazione del personale, accogliendo l’appello lanciato dai Precari uniti Cnr per evitare la dispersione di competenze strategiche sul territorio.

Anci Umbria In Umbria operano sei istituti del Cnr attivi in settori chiave come la protezione idrogeologica, la gestione degli ecosistemi, la bioeconomia, la chimica avanzata e il supporto alle imprese. Nei loro laboratori lavorano circa 50 precari, molti con contratti in scadenza entro la fine del 2025. Una situazione che, secondo i ricercatori, rischia di interrompere linee di ricerca pluriennali, indebolire la risposta alle emergenze ambientali e vanificare investimenti pubblici già effettuati. Dopo la lettera inviata ai sindaci umbri, il sostegno istituzionale è arrivato rapidamente: l’Anci Umbria ha scritto al Ministero dell’università e della ricerca chiedendo più fondi e percorsi di stabilizzazione.

Regione Umbria Le richieste dei Precari uniti, che vanno dall’aumento degli stanziamenti per la ricerca, all’applicazione della legge Madia, passando per tutela di chi resta escluso dai criteri attuali e programmazione a lungo termine, sono confluite in una mozione presentata dalla consigliera regionale dem Letizia Michelini e approvata all’unanimità l’11 dicembre. Durante la seduta, una delegazione dei ricercatori è stata ricevuta dal vicepresidente della giunta, Tommaso Bori, e dalla presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, che hanno ribadito la vicinanza della Regione. Incontri anche con esponenti di Forza Italia, tra cui Andrea Romizi ed Edoardo Gentili, hanno confermato un’attenzione bipartisan al tema.

Comune di Perugia Analogo esito in consiglio comunale a Perugia, dove è stata approvata all’unanimità la mozione “Sostegno alle rivendicazioni dei lavoratori precari del Cnr del perugino”, presentata dai consiglieri Pd Lorenzo Ermenegildi Zurlo e Federico Maria Phellas. L’atto impegna l’amministrazione a farsi portavoce presso governo, Mur e parlamento per nuovi finanziamenti, lo scorrimento delle finestre temporali della Legge Madia e fondi strutturali per la continuità occupazionale. Nel dibattito, pur con diverse sfumature, maggioranza e opposizione hanno riconosciuto il valore dei ricercatori e il rischio di perdere competenze. «Senza un intervento immediato – avvertono i Precari uniti – l’Umbria rischia di disperdere un patrimonio scientifico essenziale per il suo futuro economico, ambientale e sociale».

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