di Daniele Bovi
Un contratto di tre anni per 71 persone a 21.166 euro lordi e per altre 23 a 19.454 euro, sempre lordi. Nelle scorse ore la Regione ha pubblicato, sul suo sito internet e sul Bollettino ufficiale, il bando di concorso volto all’assunzione di 94 persone nell’ambito del cosiddetto Piano di rafforzamento amministrativo, finanziato attraverso i fondi europei. Fondi il cui reperimento, pianificazione e utilizzo costituisce proprio l’ambito di lavoro dei 94 che andranno ad affiancare gli uffici della giunta e quelli delle società ed enti partecipati. I 71 saranno inquadrati nella categoria D1 del contratto nazionale e le figure ricercate sono istruttori direttivi-amministrativi (10), anche in ambito giuridico (8), e istruttori direttivi in ambito contabile (12), economico-finanziario (10), tecnico-professionale (11), informatico (5) e agronomo (15). I 23 di categoria C1 invece sono istruttori amministrativi (9), contabili (7), per l’informatica (2) e tecnici (5).
Entro il 5 ottobre Le domande andranno presentate online entro 40 giorni dalla pubblicazione del bando, ovvero entro il 5 ottobre. In totale 28 posti (21 di categoria D1) sono riservati «ai volontari in ferma breve e ferma prefissata delle Forze armate, congedati senza demerito ovvero durante il periodo di rafferma, ai volontari in servizio permanente nonché agli ufficiali di complemento in ferma biennale e agli ufficiali in ferma prefissata che hanno completato senza demerito la ferma contratta». Le procedure di selezione saranno diversificate: per quanto riguarda coloro che ambiscono a uno dei 71 posti di categoria D1, la commissione esaminatrice assegnerà un massimo di 20 punti per il curriculum e fino a 80 per la prova scritta (il punteggio minimo da centrare è 56), che prevede una serie di domande a risposta aperta sulle materie indicate nel bando e diversificate a seconda del posto per il quale si partecipa al concorso
I dettagli Per quanto riguarda il curriculum verranno valutati titoli di studio, esperienze lavorative, tirocini, stage, pubblicazioni, formazione permanente, abilitazioni professionali e altro ancora; il tutto con un occhio di riguardo al settore dei fondi europei. Quanto ai 23 posti in palio di categoria C1, sui 100 punti a disposizione 10 sono legati alla valutazione dei titoli (6 punti per i titoli di servizio e 2 per quelli di studio) e gli altri 90 saranno assegnati attraverso un colloquio orale (su materie indicate nel bando) per il quale il punteggio minimo da ottenere è 63. Un bando che nel complesso viene bocciato dal capogruppo del M5S in consiglio regionale Andrea Liberati, che in un comunicato chiede all’assessore regionale alle Riforme, Antonio Bartolini, di annullarlo. «Assieme alla Marini – dice – si eserciti finalmente sull’argomento ‘Trasparenza’: torni più preparato alla prossima sessione. Intanto faccia riscrivere il bando a qualche collega di chiara fama del tutto slegato e indipendente rispetto alla Regione».
M5S: «Annullatelo» I motivi della richiesta di annullamento stanno nella «serie di anomalie tecniche» rilevate dagli «esperti del Movimento 5 Stelle». Partendo dai posti di categoria C1, e in particolare del colloquio, Liberati critica il fatto che siano state indicate solo le materie e la mancanza di criteri e parametri specifici per attribuire il punteggio, tanto da non permettere la valutazione dell’operato dei commissari: «Qui – dice il pentastellato – sembra emergere lo zampino di amministrativisti navigati, pienamente consapevoli che la commissione esaminatrice di un concorso pubblico è titolare di un’ampia discrezionalità sia nell’individuare i criteri, sia nell’attribuire i punteggi. Discrezionalità che sfugge al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, fuorché nel caso fosse caratterizzata da macroscopici vizi di eccesso di potere per irragionevolezza e arbitrarietà».
Leggerezze Di «leggerezze» invece il capogruppo del Movimento parla a proposito delle selezioni per la categoria D1. Nella procedura mancano «la preventiva indicazione dei sottocriteri numerici di valutazione» e «l’indicazione dei criteri in base ai quali tale valutazione numerica deve essere attribuita alla prova scritta». «La mancanza di tali elementi – conclude – mette a rischio anche qui la correttezza della procedura in quanto si impedisce ogni seria controllabilità delle prove. Il legislatore esige viceversa procedure concorsuali trasparenti ed eque. Qui siamo dinanzi a una prova scritta di cui nemmeno si conoscono le modalità: è un test a risposte multiple? Si tratta di svolgere un tema? Si simula un caso pratico? Quale trasparenza?».
Twitter @DanieleBovi
