di Ivano Porfiri e Silvia Colangeli
Voglia di cambiare e paura. E’ quanto dice di aver riscontrato, il presidente della commissione di vigilanza Rai Roberto Fico, incontrando i dipendenti della sede dell’Umbria. L’esponente del Movimento 5 stelle si è trattenuto a lungo con i lavoratori di Ray Way, per la quale la presidente Tarantola ha annunciato la quotazione entro l’anno, e poi con i giornalisti e i tecnici.
Paura per il futuro «Ho trovato senza dubbio un personale motivato a voler lavorare e contribuire anche ad un cambiamento – ha detto Fico all’uscita -. Nello stesso tempo ho trovato molta perplessità e paura per il futuro: uno nella struttura qui di Rai Way perché non si capisce bene cosa avverrà con la privatizzazione e due rispetto alla fine delle sedi regionali, cioè quale sarà il futuro di tutte le sedi regionali italiane».
Fare informazione migliore Fico ha sottolineato come «domani in vigilanza Gubitosi presenterà il Piano di ristrutturazione dell’informazione che, come sappiamo, costa 500 milioni di euro all’anno con circa 1.700 giornalisti. Io credo che siano dei grandi numeri ma i grandi numeri devono fare senza dubbio un grande prodotto informativo, molto migliore di come è adesso, che non è soddisfacente».
Rai Way, vendita scandalosa Parlando della spinosa vicenda di Rai Way, per Fico «è scandaloso che una struttura così strategica per il Paese, costruita con le tasse di tutti i cittadini venga all’improvviso, in così breve tempo, venduta. E’ incredibile – ha aggiunto – noi sappiamo anche che sulle antenne di Rai Way passano le intercettazioni della Procura della Repubblica, passano le emergenze nazionali, le forze dell’ordine, la protezione civile. Quindi pensiamo la gravità nel vendere una parte di Rai Way, ma cospicua perché si parla del 49% delle azioni, magari a privati. La svendita ulteriore di un asset strategico pubblico costruito con i soldi dei cittadini, è un atto irresponsabile».
Colpa del governo Il presidente della commissione ha rimarcato, sempre parlando di Rai Way, che «il piano del direttore generale Gubitosi, il piano industriale, che è stato presentato in Vigilanza per la prima volta nella storia in diretta streaming non conteneva in nessun suo capitolo e parte la vendita di Rai Way. Quindi è soltanto una cosa che ha avviato il governo per trovare una copertura finanziaria di 150 milioni di euro per il decreto Irpef. E allora il problema è questo: su questo la commissione non ha potere ma io come cittadino e deputato denuncio questa vendita, che è tutta in capo e colpa del governo italiano attuale».
Al Morlacchi Subito dopo la visita, Fico ha incontrato gli attivisti del M5s al Caffè Morlacchi. Nonostante il ritardo di oltre un’ora, ad aspettarlo una trentina di persone con i deputati umbri Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella. Moderatore dell’incontro il referente del circolo perugino Michele Pietrelli che, nel salutare Roberto Fico, ha introdotto due temi delicati: la situazione dei lavoratori di Rai Way e la posizione della scuola di giornalismo di Perugia principale bacino per le assunzioni Rai, ma non una scuola aziendale. «Si trova nel nostro comune – ha detto il referente M5s Pietrelli – quindi ci riguarda».
No alla politica delle elezioni Forse in vista delle competizioni elettorali che nei prossimi mesi interesseranno molte regioni, Fico ha chiesto al Movimento 5 stelle «più sforzi». «Sul territorio – ha detto – abbiamo perso lo slancio che ci aveva fatto crescere negli ultimi 10 anni. Stiamo arretrando perché non ci stiamo concentrando abbastanza sui temi che c’interessano davvero. Dobbiamo stare lontani dalla politica delle elezioni e delle candidature. Solo se siamo davvero diversi possiamo chiedere di essere votati».
«Ci vorrebbe un capodanno ogni giorno» Il parlamentare grillino ha tenuto a raccontare le difficoltà quotidiane nel proseguire il lavoro in Parlamento, descritto come «una bolla sganciata dalla realtà e alimentata dai media». Secondo Fico in Parlamento «si riesce a lavorare sul serio solo quando si avvicinano le festività: i parlamentari non vogliono restare per Natale e Ferragosto, quindi riusciamo ad ottenere qualche emendamento. Ci vorrebbe un Capodanno ogni giorno».

Trovo l’uso del termine grillino offensivo e scaltro da parte dei giornalisti. Quanto pagherei per vedere scritto anche termini come berlusconiani o renziani (ad ogni articolo eh, non una volta sola).