Renato Brunetta attacca a testa bassa i telegiornali regionali della Rai, rèi – a suo dire – di scarso pluralismo a favore del centrosinistra, specie in alcune regioni come l’Umbria.
Potere immenso Al Foglio di Giuliano Ferrara, Brunetta spiega di aver presentato un esposto all’Agcom e un’interrogazione alla Commissione di vigilanza Rai in cui denuncia la costante «violazione del pluralismo» dei Tgr Rai, che Brunetta definisce «la più grande testata giornalistica non solo televisiva europea» con «500 giornalisti e un potere immenso».
Squilibrio E, secondo Brunetta, non ci sarebbero regioni in cui si propende per una parte e altre in cui si propende per l’altra, politicamente parlando. Nessuna propensione per chi comanda nella regione, dunque, ma un’informazione che «come la Torre di Pisa pende, eccome se pende: a sinistra, sistematicamente» salvo che in «Veneto, Lombardia e un paio d’altri luoghi, dove la prevalenza elettorale del centrodestra in Regione è così lampante che non si può proprio evitare di essere equilibrati».
In testa Umbria e Toscana Il Foglio, a corredo, elenca i dati dell’Osservatorio di Pavia. Tra i casi più palesi di violazione dell’equlibrio la Toscana con il 76% al centrosinistra e l’11% al centrodestra, seguita a ruota dall’Umbria con il 69% contro il 22%, seguite dalle Marche. «Basta – dice Brunetta – è il tempo di finirla con l’appaisement. Non è questione di bega locale ma di resistenza all’occupazione delle coscienze, finanziata per di più dal nostro canone».
