Domenico Metelli (foto Fabrizi)

«Siamo profondamente addolorati per la morte di Scheggia nel vento, ma negare il valore culturale e storico della Quintana è un’idiozia». Replica duramente alle parole dell’ex ministro Michela Vittoria Brambilla presidente della Lega Italiana difesa Animali e Ambiente (Leidaa), ma anche al blog di Margherita D’Amico su Repubblica.it, il presidente dell’Ente Giostra Domenico Metelli che con un lungo intervento mette in chiaro: «La Quintana ama i cavalli e non merita attacchi pretestuosi».

«Addolorati, ma si dicono idiozie» All’indomani della rilevazione pubblicata sul sito www.nelcuore.org che ha reso noto la soppressione della cavalla ferita durante le prove del 17 agosto scorso, a cui è seguita la presa di posizione della Brambilla, Metelli spiega: «Sono addolorato e profondamente amareggiato come tutto il Popolo della Quintana per la morte di Scheggia nel Vento. Solo chi conosce veramente la Quintana può capire cosa proviamo in questi momenti. Negare il valore culturale, storico e artistico della Quintana è una delle più grandi idiozie che abbia mai sentito, anche se purtroppo non mi stupisco vista la scarsa attenzione che spesso viene riservata alla cultura nel nostro Paese».

Metelli smentisce Repubblica.it E ce n’è pure per Margherita D’Amico che su Repubblica.it ha dedicato un post alla vicenda: «Siamo ancora una volta vittima di attacchi strumentali di chi non conosce la manifestazione come quello che si commenta da sé di Margherita D’Amico, sul blog Repubblica.it, dove si legge testualmente “…. la baia si frattura gravemente, alcuni testimoni sostengono che non viene fermata subito ma deve concludere il giro”, mentre la cavalla dopo la caduta si è rialzata percorrendo, solo pochi metri prima di essere soccorsa. Anche per Scheggia nel Vento abbiamo messo in atto tutte le procedure di soccorso necessarie, ma soprattutto corrette e il professor Pepe ha cercato di salvarla con ogni mezzo». E poi: «Siamo stati colpiti da un lutto, ma non siamo in colpa e non meritiamo attacchi, ma soprattutto non abbiamo bisogno di una legge per considerare i cavalli come animali d’affezione, noi li amiamo

Numeri e regolamento Ma due parole il presidente Metelli le spende anche per fornire numeri e ricordare il regolamento: «Ai detrattori della Quintana rendo noto che dal 2000 oltre 4 mila cavalli sono stati utilizzati in prova ed in gara e si sono verificati 7 infortuni e solo tre di questi hanno reso necessario l’abbattimento dell’animale. L’Ente si è dotato di un regolamento rigorosissimo a tutela e salvaguardia della salute del cavallo preso a modello da tutte le altre manifestazioni. I cavalli della Quintana vengono selezionati secondo precisi parametri per l’impegno da affrontare, vengono visitati da una commissione presieduta dal professor Marco Pepe della facoltà di Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia, sottoposti a un monitoraggio costante e a un severo controllo antidoping qualitativo. E ancora i cavalli che smettono di giostrare vengono accuditi nelle scuderie rionali. Tanto è vero che vivono ancora cavalli che hanno disputato la Quintana negli anni Ottanta. Proprio un mese fa ho contattato la dottoressa Giovanna Romano (Arcadia Centro Equino) per adottare cavalli da corsa che le scuderie non possono mantenere e che quindi sarebbero destinati al macello».

Lav: «Giostra diventi torneo senza animali» Precisazioni, quelle del presidente Metelli, che non fanno cambiare idea alle associazioni animaliste. Tanto che la Lav oggi propone «l’abolizione della Giostra e la riconversione in un torneo senza animale». Un appello che viene rivolto direttamente al prefetto. La responsabile nazionale del settore equini della Lav, Nadia Zurlo ricorda: «Sulla Giostra, basata su un anacronistico rapporto con i cavalli, pesano anche la macchia della morte della cavalla Estrada durante le prove in notturna nel 2011 e passate vicende giudiziarie. ‘La vera sfida sarà quella di riscattarsi da questa onta indelebile e da questi lutti, inaccettabili per qualsiasi comunità che abbia autentico rispetto per gli animali».

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