Quel quadro della Chiesa del Gesù, che a Perugia raccoglie profonda devozione, fu benedetto da un Papa, che prima del soglio pontificio era stato vescovo del capoluogo umbro e prima ancora di Spoleto. Fu il primo , dopo l’unità d’Italia, quello cioè che dovette sperimentare la Chiesa senza potere temporale. Vincenzo Gioacchino Pecci (poi Papa Leone XIII), benedisse il dipinto del Sacro Cuore di Gesù, realizzato da Pietro dei Servi da Lucca. Quel mezzo busto di Cristo è esposto nella chiesa del Gesù, dove generazioni di fedeli, sono accorsi, particolarmente per le celebrazioni del ‘Sacro Cuore’, per affidare le proprie invocazioni a questa icona. I perugini del centro storico da sempre la venerano. Famiglie con bambini lungo l’arco di oltre un secolo si sono assiepate sotto l’immagine sacra invocando protezione.

Curiosità Tra questi, anche l’attuale custode e rettore, don Mauro Angelini, accompagnato, dalla mamma, da bambino, a compiere il proprio atto di fede, ai piedi dell’immagine sacra. Un rito che si ripete, che lega la città alla devozione del Sacro Cuore di Gesù, nella chiesa, appunto ‘del Gesù’, per secoli amministrata dai padri barnabiti che qui hanno lasciato un’altra icona verso cui questo ordine ha maturato una lunga devozione, quella della Madonna della Divina Provvidenza. Una storica devozione lega questi fedeli anche alla Madonna Bambina. Di curioso c’è, inoltre che l’allora vescovo di Perugia chiamato a Roma al posto di Pietro, era un gesuita e fu lui stesso a nominare cardinale un suo fratello, con il quale aveva condiviso l’intera vita e il percorso sacerdotale ed episcopale.

Messaggio Attorno all’immagine del Sacro Cuore, i fedeli ritorneranno a riunirsi sabato (alle 19) e domenica (alle 12.15 e alle 19). Don Mauro ricorda e sottolinea come «questa meravigliosa opera d’arte dal volto umano e misericordioso non è venerata soltanto dai perugini ma anche dagli abitanti dei paesi limitrofi che si raccolgono in adorazione davanti all’immagine sacra».