Ricci, le donne e il Tar dell’Umbria. L’oggetto del contendere questa volta non è la giunta interamente al maschile varata dal primo cittadino della città del Poverello ma la paventata chiusura del punto nascita nell’ambito della riforma della sanità regionale. Il sindaco infatti si dice pronto a ricorrere al Tar umbro in caso si procedesse alla chiusura del reparto, che definisce come un «errore storico e culturale non necessario, non lungimirante e non rappresentativo dell’oculatezza di un buon governo». Come già fatto in altre occasioni poi in una notadi palazzo dei Priori, sede del Comune, Ricci smentisce «categoricamente i dati diffusi demagogicamente in relazione agli attuali numeri delle partorienti, sottolineando che il calo delle nascite è esclusivamente il frutto della scelta ben precisa di non voler nominare il primario di ostetricia e ginecologia all’ospedale di Assisi».
Difesa a tutti i costi «Ringrazio, invece, a nome di tutti i cittadini che si battono consci dell’importanza di tutelare un punto sanitario particolarmente significativo a livello internazionale – dice poi Ricci -, il ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori Josè Rodriguez Carballo per la vicinanza dimostratami. Invito quante più componenti socio-economiche, culturali e religiose a seguire il suo esempio, per evitare un errore storico e culturale non necessario, non lungimirante e non rappresentativo dell’oculatezza di un buon governo». «Non intendo soprassedere – continua – sulla decisione di privare la Regione stessa di un punto nascita storico, nonché particolarmente significativo dal punto di vista culturale e religioso». «Tutelerò l’ente comunale e i cittadini – conclude – a qualsiasi costo».
L’accorpamento In base a quanto stabilito dai testi varati lunedì pomeriggio dalla giunta regionale, che non indica comunque quali reparti chiudere anche se a rischio sembrano esserci Assisi e Narni, i principali criteri che serviranno all’accorpamento riguardano i volumi storici di attività (Assisi e Narni, secondo la Regione, sono sotto i 500 nati all’anno), i flussi attuali di utenza, la localizzazione geografica, almeno due sale travaglio/parto, sale operatorie, assistenza ostetrico-ginecologica.


BRAVO SINDACO!! NON MOLLARE!! LA CITTA’ HA MANTENUTO IL SUO OSPEDALE PER SECOLI E I POLITICI AL POTERE IN REGIONE VOGLIONO FICCARCI I LORO ARTIGLI ADUNCHI!!!!