Il cartello esposto dai lavoratori durante l'occupazione

«Per il 2015 la Provincia di Perugia dovrà versare allo Stato 11,5 milioni di euro, cifra destinata a triplicarsi da qui fino al 2017». I calcoli sono fatti dall’ente di piazza Italia e sono la conseguenza di quanto previsto dalla legge di stabilità 2015, che chiama le province a contribuire in modo fattivo alla riduzione della spesa pubblica, con buona parte delle imposte che la Provincia riscuote passa direttamente nelle casse dello Stato. «Una situazione di grave sofferenza – spiega l’ente – che, tra i vari provvedimenti ha costretto a manovre sia sul fronte del contenimento della spesa che del maggior gettito fiscale». In questo quadro si inserisce l’aumento dal 26% al 30% dell’Imposta provinciale di trascrizione, un provvedimento adottato per garantire anche il minimo di servizi erogati finora».

I conti Soldi che insieme a quelli garantiti dalla Rc auto permette alla Provincia di funzionare. Analizzando la capacità impositiva, la percentuale di quanto rimane a piazza Italia è bassa: l’imposta sul deposito in discarica dei rifiuti solidi per il 90% viene versata alla Regione (solo il 10% va alla Provincia); a palazzo Donini poi va il 50% dei tributi dei cavatori, mentre il 33% ai Comuni e il 17% all’amministrazione provinciale. In tutto ciò c’è il capitolo relativo al riordino istituzionale. La Rsu della Provincia criticano la mancata convocazione dell’osservatorio da parte dell’assessore regionale Fabio Paparelli, dove si sarebbe dovuto discutere della bozza di riordino, e annunciano che continuerà lo stato di agitazione.

La Rsu Per il 20 gennaio, alle 15, sotto il palazzo della Provincia si terrà un presidio: «La Rsu – è detto in una nota – stigmatizza le iniziative di parte che hanno l’unico obiettivo di dividere i lavoratori, di discreditare le loro rappresentanze sindacali, fornendo in sedi certamente non istituzionali quelle informazioni che invece avrebbero dovuto essere diffuse nelle sedi istituzionali di confronto previste». Inoltre si «richiama l’Amministrazione provinciale ad un comportamento realmente trasparente e partecipato, ricordando l’impegno assunto dal presidente Nando Mismetti, ovvero “lavorare tutti i giorni insieme (Rsu e dirigenza) in trasparenza per procedere alla definizione del nuovo assetto”».

Cgil «Trasparenza» che viene chiesta anche dai dipendenti iscritti alla Cgil che nel corso di una riunione ha ribadito quelli che per loro sono i punti imprescindibili: rapidità e trasparenza da parte della Regione, ricognizione approfondita del fabbisogno di personale negli altri enti, stabilire tempi, modalità e risorse per l’assegnazione delle deleghe e rispetto degli accordi fin qui stipulati.

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