Lavoratori delle Province

di Iv. Por.

«Non c’è chiusura sui numeri e sui criteri, fermo restando però che non può essere superato il budget finanziario che abbiamo stabilito e che rappresenta un impegno economico molto rilevante per la Regione». E’ questo il paletto fissato dall’assessore Antonio Bartolini, durante il confronto avvenuto a Villa Umbra sulla gestione del passaggio del personale dalle Province all’Amministrazione regionale con le organizzazioni sindacali, i presidenti delle Province di Perugia e Terni e i rappresentanti del Consiglio delle autonomie locali e di Anci Umbria.

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Trattativa su numeri e nomi Una trattativa avviata, dunque, che parte da posizioni molto distanti tra loro. Da un lato i numeri, condizionati dalle disponibilità economiche, fissati dal decreto della giunta regionale. Dall’altro l’intransigenza delle Rsu, che hanno proclamato uno sciopero per venerdì 16. La dead line è quella del decreto Madia, che fissa al prossimo 31 ottobre il termine entro il quale occorre trasmettere al ministero l’elenco nominativo del personale, con le relative funzioni, che si trasferisce. I prossimi, dunque, saranno giorni di trattativa serrata.

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Procedere speditamente «Le organizzazioni sindacali – spiega Bartolini – hanno condiviso la necessità di procedere speditamente, almeno per le questioni che possono essere risolte a livello regionale, anche se rimane in piedi lo stato di agitazione che è stato proclamato in questi giorni. A partire da domani (mercoledì, ndr) – ha annunciato l’assessore Bartolini – si svolgerà tutta una serie di incontri per cercare di chiudere i punti relativi al trasferimento del personale dalle Province a Regione, Agenzie e Sistema sanitario».

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Mappa da disegnare L’assessore Bartolini e il direttore delle risorse umane della Regione, Annalisa Doria, hanno illustrato ai partecipanti al Tavolo, la delibera assunta dalla Giunta regionale che indica i numeri ed criteri necessari per l’individuazione del personale che si trasferirà in Regione. «Abbiamo confermato la volontà di mantenere un dialogo assolutamente costruttivo – ha sottolineato Bartolini – per individuare intanto le migliori condizioni possibili e per seguire fino in fondo anche a livello nazionale tutta la vicenda. Abbiamo già sottoposto al Dipartimento della Funzione Pubblica le problematiche, economiche ed amministrative, delle nostre due Province. Abbiamo concordato di chiudere al più presto sul trasferimento del personale a Regione, Agenzie e Sistema sanitario e contemporaneamente aprire tavoli di confronto dedicati alla polizia provinciale, ai Centri per l’impiego e ai dirigenti. Abbiamo anche fatto presente alle organizzazioni sindacali che non c’è chiusura sui numeri e sui criteri, fermo restando però che non può essere superato il budget finanziario che abbiamo stabilito e che rappresenta un impegno economico molto rilevante per la Regione».

Il calendario Dalla riunione di Villa Umbra è uscito così il calendario dei prossimi giorni che prevede per mercoledì la riunione di un Tavolo tecnico e per giovedì una riunione politica alla quale parteciperà nuovamente l’assessore Bartolini, per esaminare la delibera della Giunta regionale. Lunedì prossimo 12 ottobre si svolgeranno le riunioni dei Tavoli tematici e martedì tornerà nuovamente a riunirsi il Tavolo generale che cercherà un accordo sull’atto di competenza della Regione Umbria.

Nella sanità 49 posti Di trasferimenti del personale delle Province ha discusso anche il Consiglio regionale, che ha ha deciso all’unanimità di approfondire in commissione la mozione dei consiglieri della Lega Nord, Valerio Mancini e Emanuele Fiorini, che impegnava la Giunta regionale ad «adottare tutti gli atti necessari per estendere agli enti del servizio sanitario regionale l’obbligo di procedere al trasferimento del personale soprannumerario delle province di Perugia e Terni per soddisfare i propri fabbisogni di personale amministrativo». L’assessore alla Sanità, Luca Barberini, ha fornito il quadro attuale della situazione, in riferimento alle possibilità di impiego dei lavoratori delle province nel Sistema sanitario regionale: in totale ci sono 49 posti, 21 dei quali individuati dallo stesso assessorato: «3 unità lavorative alla Asl 1, 5 alla Asl 2, 2 unità per l’Azienda ospedaliera di Perugia, 8 in quella di Terni e 3 al Cras. Ventuno e non di più – ha spiegato l’assessore – perché dobbiamo rispettare leggi e parametri, come il fatto che la spesa storica per il personale del 2004 non può essere superata, per effetto della legge di stabilità del 2005».

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