di Daniele Bovi
Entro l’otto aprile del 2015 il volto istituzionale della regione sarà diverso rispetto a quello finora conosciuto. La data, che cade nei primi mesi dell’anno quando terminerà l’attuale legislatura, è scritta nel cronoprogramma approvato nelle scorse ore dalla giunta regionale che ha dato anche il via libera ad un’informativa dell’assessore Fabio Paparelli proprio sulle riforme istituzionali. Al centro del tavolo c’è il nuovo assetto delle province, e in particolare l’attribuzione delle funzioni che ha ricadute a cascata anche sugli altri enti. Nel rispetto dei tempi dettati dal governo, l’idea di palazzo Donini è quella di presentare entro l’otto luglio una «legge-ponte» all’insegna, dice a Umbria24 Paparelli, «della massima semplificazione e sburocratizzazione. Insomma, all’insegna del riformismo».
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Cosa cambia In attesa che il ddl Delrio sfoci nella vera e propria abolizione delle province, la riforma della regione dovrà riassegnare quelle funzioni non più compatibili con la nuova natura delle province, non più elettive bensì formate da assemblee di sindaci. Alcune competenze andranno (o torneranno) in capo alla regione, altre ai comuni e altre verranno riallocate nelle nuove province. I controlli sull’urbanistica o sui piani regolatori ad esempio saranno fatti dalla Regione, dato che i sindaci non possono decidere se il piano regolatore da loro votato sia o no corretto. Poi le politiche del lavoro: l’idea delle Regioni è che occorra creare delle agenzie regionali per il lavoro in cui far confluire sia i servizi per l’impiego che la formazione professionale «che non andrebbero disgiunte». Quindi queste sono competenze che dovranno tornare a palazzo Donini.
Risorse Di sociale e turismo si occuperanno i comuni mentre per fare un esempio che riguarda molti appassionati il tesserino venatorio, oggi rilasciato dalle province magari in collaborazione con le associazioni, potrebbe essere consegnato dai Comuni: «Alla base di tutto – continua Paparelli – c’è l’idea che l’erogazione dei servizi deve essere avvicinata il più possibile al cittadino e il principio “un ente, una funzione, una risorsa. Quello che vogliamo è una regione estremamente semplificata». Già, le risorse. Come detto nell’informativa, in ogni riforma è l’assegnazione di queste, sia economiche che professionali, uno dei punti costantemente più delicati e potenzialmente esplosivi. Per questo conferimento è già prevista una data, che coincide in questo caso con quella della presentazione del ddl ponte, ovvero l’otto luglio.
Revisione Al contempo andrà avanti il lavoro di revisione di tutte le funzioni conferite nel corso degli anni dalla Regione alle province e, sempre entro l’8 luglio, verrà presentata una «allocazione ideale su livelli istituzionali diversi». Per chi ‘disbosca’ poi enti e agenzie il ddl Delrio prevede una forma di premialità che incentiva la scomparsa di quella pletora di enti gestionali oggi in funzione. «Una finalità – è scritto nel documento – che la Regione intende perseguire con convinzione e tenacia». L Regione dalla sua metterà sul piatto l’abolizione delle comunità montane, di quelle Unioni speciali dei comuni previste dalla riforma del 2011 (ma mai entrate in funzione), degli Ati per quanto riguarda turismo e sociale, mentre per acqua e rifiuti arriverà quello unico.
Semplificazione «Noi – dice Paparelli – dobbiamo arrivare all’abolizione delle province cercando di riallocare le funzioni incompatibili e di rendere tutto più semplice, poi spetterà al governo spiegarci come in futuro dovremo ridisegnare le nostre aree vaste». Stando al cronoprogramma, entro l’otto ottobre le Regioni, d’intesa con i sindacati, dovranno dare attuazione agli accordi di luglio; una settimana dopo il ddl che assegnerà le funzioni a Comuni, Unioni di Comuni o Regione dovrà approdare in consiglio regionale per essere approvato entro il 20 novembre. Per la fine dell’anno inoltre dovranno essere conclusi tutti gli adempimenti tecnici per rendere operativa la riforma mentre da ultimo, l’8 aprile, lo statuto del Cuore verde dovrà adeguarsi alle nuove disposizioni. Tutto ciò in attesa che scatti l’abolizione definitiva, ma questa è un’altra partita.
Twitter @DanieleBovi
