di Vincenzo Diocleziano ed Elle Biscarini

Come già successo in molte città, un gruppo di attivisti sabato mattina ha tenuto un presidio pro Palestina davanti alla sede della Rai di Perugia, attirando l’attenzione di passanti e mezzi di comunicazione locali. La manifestazione, caratterizzata da striscioni, slogan e interventi appassionati, si è svolta pacificamente con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione in Medio Oriente.

La manifestazione Gli attivisti appartenevano a diverse organizzazioni e movimenti, tra i quali Udu, Cgil e Spi Cgil, Articolo 21, circoli Arci, Rete degli studenti, Omphalos ma anche semplici cittadini che hanno preso la parola per condannare le recenti azioni e politiche nel conflitto israelo-palestinese. Tra gli interventi più accesi, sono emersi appelli per una maggiore solidarietà internazionale, la fine dell’occupazione e la tutela dei diritti umani, oltre a contestare le posizioni espresse dalla dirigenza Rai ritenute «non degne del servizio pubblico». Ci sono state anche critiche al governo Meloni, espresse tramite cartelli e striscioni.

FOTOGALLERY: LA MANIFESTAZIONE

Censura «Il tentativo di censura di chi richiede il cessate il fuoco e la pace e si esprime contro il genocidio a Gaza è un comportamento che riteniamo ingiustificabile e che alimenta e giustifica il clima di guerra» hanno dichiarato i rappresentanti degli studenti universitari. «Con Sanremo, grazie al cantate Ghali – hanno aggiunto -, c’è stato il tentativo di dare un messaggio chiaro sul genocidio in corso a Gaza, ma questo è stato censurato prima e poi sostituito con una narrazione falsata della realtà, con il comunicato scritto dall’ad Sergio testimone del processo di disinformazione e mistificazione che la Rai sta portando avanti».

Le dichiarazioni Tra i partecipanti al presidio erano anche i rappresentanti della sede Rai di Perugia, che tramite un comunicato hanno annunciato di dissociarsi dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato Roberto Sergio. Queste ultime, lette da Mara Venier domenica scorsa dal palco di Sanremo, avevano sollevato polemiche per la loro presunta parzialità e mancanza di neutralità.

Neutralità La Rai di Perugia ha sottolineato la propria neutralità e imparzialità come principi fondamentali della sua missione informativa. «L’informazione Rai in generale e quella della testata giornalistica regionale dell’Umbria in particolare, ha sempre avuto come stella polare il rispetto della costituzione… riteniamo inaccettabili i tentativi di dare al nostro lavoro un’ “etichetta” di parte che non rispecchia l’unico interesse che guida le nostre scelte: raccontare la realtà dei fatti con equilibrio, ascoltando le opinioni di tutti e provare ad approfondire».

Furore ideologico Nel comunicato, si evince anche la preoccupazione per i gesti di intolleranza che minacciano l’incolumità di alcuni giornalisti. «Chi oggi ci insulta con scritte infamanti, o con manifestazione in cui mette in dubbio la nostra professionalità o imparzialità lo fa con un furore ideologico che non ci appartiene e non ci apparterrà mai. Allo stesso modo non ci appartengono certe scelte che la dirigenza aziendale con la pretesa , sbagliata, di interpretare il pensiero di tutti».

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