di Chiara Fabrizi
«Qui ci sono sempre timori di ridimensionamenti e chiusure, facciamola finita: il San Matteo fa e farà parte della rete ospedaliera regionale con l’emergenza urgenza e il Punto nascita. E credo che la fine dei lavori al Pronto soccorso sia la prova plastica del nostro impegno che, nell’ambito dei fondi ex articolo 20, permetterà anche di finanziare l’acquisto del nuovo acceleratore di Radiologia». Ancora: «Mi aspetto dai sei saggi un contributo autorevole, ma la responsabilità tecnica e politica di come definire la collaborazione degli ospedali di Spoleto e Foligno ce l’abbiamo noi e siamo intenzionata a esercitarla».
Barberini: «Spoleto e Foligno terzo polo sanitario dell’Umbria» Così l’assessore regionale Luca Barberini intervenuto ad ampio spettro nell’ambito della presentazione de lavori di ristrutturazione del Pronto soccorso migliorato con un intervento da 307 mila euro e coi 50 mila euro di arredi donati della Fondazione Carispo: «Ciò che va veramente integrato – dice l’assessore Barberini – sono i servizi territoriali con quelli ospedalieri, al Pronto soccorso di Spoleto ci sono circa 26 mila accessi l’anno, di questi soltanto l’11 per cento si è trasformato in ricoveri, è evidente che abbiamo almeno il 70 per cento di utenza in codice verde e bianco che al Pronto soccorso non dovrebbe neanche arrivare ed è questa la vera sfida da vincere». E poi: «Spoleto e Foligno possono ambire a diventare il terzo grande polo sanitario della regione, non abbiamo l’esigenza di ridurre posti letto perché rispettiamo i limiti, dobbiamo quindi soltanto decidere chi fa cosa».
Fiaschini su carenze personale e assunzioni Al suo fianco il direttore generale della Asl Umbria 2, Imolo Fiaschini, che sposta il tiro sulle carenze di personale: «Sono sistematiche ovunque a causa della grande mobilità, ma stiamo risolvendo. L’unica sofferenza che si potrà accusare nei prossimi giorni è legata al personale infermieristico del Pronto soccorso dove perdiamo quattro unità che contiamo di rimpiazzare in un mese, mentre qui abbiamo risolto la carenza dei medici». Dopodiché largo ai reparti del San Matteo: «In Cardiologia abbiamo assunto Michele Castelli e dovremmo aver risolto i problemi legati alle notte, mentre in Rianimazione e anestesia – è andato avanti Fiaschini – abbiamo emesso un nuovo avviso e a breve l’organico salirà a quattordici, ne sarebbero bastati tredici, ma ne sono stati chiesti quattordici. Anche per questo – ha evidenziato – mi aspetto che la Partoanalgesia diventi operativa il giorno dopo la presa in servizio dei medici» (il servizio ora è sospeso ma in passato è stato erogato soltanto nelle ore diurne). Avanti anche coi concorsi per la copertura dei primari di Radiologia e Medicina: «Sceglieremo – dice Barberini – i più qualificati e meritevoli».
I nuovi lavori del Pronto soccorso A presentare i lavori di ristrutturazione del Pronto soccorso è stato il dottor Proietti Silvestri, affiancato dal direttore sanitario del San Matteo, Luca Sapori: «La riorganizzazione degli spazi ha cambiato il nostro modo di lavorare, finalmente abbiamo una sala post triage che elimina le attese in corridoio». Ampliati anche i tre ambulatori per trattare codici rossi, verdi e gialli; in quest’ultimo in particolare è stata prevista anche una sala d’ascolto per gestire adeguatamente i casi più delicati, come le donne vittime di violenze: «Abbiamo già due bollini rosa – ha evidenziato Sapori – riteniamo che questo nuovo spazio possa permetterci di aggiungere il terzo». L’ultimo stralcio dei lavori del Pronto soccorso sarà attivato l’anno prossimo per il rifacimento della camera calda e dell’area triage. Alla presentazione anche il vicesindaco Maria Elena Bececco: «La fine dei lavori è motivo di grande soddisfazione e ci dà speranza per il futuro ospedale confortati anche dai dati. In attesa della relazione dei saggi attesa a breve, siamo felici degli investimenti strutturali compiuti ma riteniamo ugualmente cruciali quelli sulle risorse umane del San Matteo». E un monito è arrivato anche dal presidente della Fondazione Carispo, Sergio Zinni: «Il processo ci sembra vada avanti e siamo soddisfatti, ma alla Regione chiediamo – ha detto – di trovare spazi importanti per il nostro ospedale nell’ambito di un processo di integrazione con Foligno che sia autentico e privo di qualsiasi strabismo».
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