Cardarelli, Barberini, Duca e Bececco (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

Al tavolo ci si accomoderà fin dal prossimo mese, ma al massimo entro marzo il piano di integrazione degli ospedali di Foligno e Spoleto deve essere definito. Questo il timing fissato dall’assessore regionale Luca Barberini che venerdì ha trascorso l’intera giornata nella città del Festival, visitando il San Matteo degli Infermi, partecipando al convegno Analisi e sviluppo dei servizi ospedalieri e territoriali dello Spoletino e, infine, accomodandosi «per la prima volta da assessore» in commissione consiliare sanità insieme al direttore regionale Emilio Duca e al sindaco Fabrizio Cardarelli. «»

Barberini: «Sarò garante dei territori» L’orizzonte di marzo è stato definito in funzione del nuovo piano sanitario regionale che Barberini vorrebbe portare a casa proprio nella primavera prossima «perché – ha detto – di tempo se ne è perso anche troppo». Posizione che l’assessore ribadisce anche per la delicata partita dell’integrazione degli ospedale di Foligno e Spoleto su cui si dice «pronto a ricoprire il ruolo di garante, purché – precisa – anche da parte dei due territori ci sia la disponibilità a lavorare per efficientare in un’ottica di risparmio e innalzamento del livello qualitativo dei servizi».

Cardarelli: «Disponibili con dignità» E qui il sindaco Cardarelli non ha tardato a mettersi a disposizione, tracciando però una linea ben definita: «Garantiamo fin da ora massima collaborazione nell’ambito del confronto, ma sia chiaro che lo faremo con la dignità che il nostro ospedale merita, perché – ha detto – di integrazione sentiamo parlare da anni e finora abbiamo visto soltanto un costante scivolamento di servizi verso Foligno, penso alla scuola per infermieri a quella di oculistica e all’anatomia patologica».

Il bunker di Radioterapia In attesa che il tavolo per la riorganizzazione delle specificità del San Giovanni Battista e del San Matteo degli Infermi decolli, a partecipare dovrebbero essere i due sindaci, il direttore regionale Duca e il direttore generale dell’Usl2 Sandro Fratini, particolari dettagli non ne filtrano. Insistendo, però, alla fine  Barberini manifesta un forte interesse per il bunker di Radioterapia a Spoleto che potrebbe fare il paio con la medicina nucleare di Foligno. Per il bunker e relative dotazioni sono, infatti, stati compiuti ingenti investimenti che al momento risultato pressoché inutilizzati a causa di una carenza di personale che lo stesso assessore ha riconosciuto.

Piano d’integrazione ospedali di Spoleto e Foligno Sul futuro della Chirurgia robotica si resta ancora in attesa. Per intendersi, Duca in commissione ha rivelato l’esistenza di un’indagine della Corte dei Conti sull’utilizzo dei robot negli ospedali di Perugia, Terni e Spoleto, finalizzata a verificare l’economicità. Dopodiché ha piantato un paio di paletti e abbozzato un perimetro: «Per la chirurgia robotica – ha affermato il direttore regionale – è necessario costituire un’equipe di professionisti che a rotazione operi nei tre ospedali, alternative non ce ne sono». L’altra traccia è arrivata poco dopo: «Per quanto riguarda la chirurgia d’urgenza, a mio avviso, dovrebbero essere al massimo quattro gli ospedali umbri che ne sono dotati uno nel Nord dell’Umbria, poi Perugia e Terni, e l’altro in questo territorio». Cioè tra Spoleto e Foligno, di cui si discuterà a breve il piano di integrazione degli ospedali.

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