di Ivano Porfiri
Un giorno di festa. Un giorno di protesta, Un giorno di speranza. Un giorno per Margherita e Daniela. E’ il Primo Maggio di Perugia, città scelta da Cgil, Cisl e Uil come emblema del lavoro che non c’è e se c’è è precario, se è pubblico è nel mirino. La giornata del Lavoro è stata trasmessa da Umbria24 in collaborazione con RadioArticolo1.
FOTOGALLERY: IL CORTEO E LA PIAZZA
VIDEO: CORTEO E INTERVISTE A BONANNI, ANGELETTI E CAMUSSO
Ore 10.40 Il corteo partito da piazza Partigiani poco dopo le 10 è arrivato a piazza IV Novembre. Migliaia di persone si sono mosse da piazza Partigiani e ora affollano corso Vannucci. Sul palco di via IV Novembre si succedono lavoratori. Ecco gli interventi:
Elisabetta Mancini, collega di Margherita Peccati e Daniela Crispolti le ha ricordate: «Nessuno può più morire mentre lavora. Ricordo le ultime parole che ci siamo dette: ci vediamo domani, poi sono state uccise in un modo assurdo. Un abbraccio anche alla famiglia del carabiniere ferito a Roma mentre era al lavoro». I familiari di Margherita e Daniela sono stati incontrati e abbracciati da Camusso, Bonanni e Angeletti.
Wladimiro Boccali (sindaco di Perugia): «Oggi è festa ma non manca la preoccupazione: bisogna fare qualcosa per il lavoro, per i Comuni che devono garantire i servizi. I sindaci hanno protestato, ma è ora di cambiare rotta: non ci può essere solo il rigore, serve una politica di sviluppo che crei posti di lavoro. L’equità deve essere la bussola delle politiche del governo».
Luigi Angeletti (segretario Uil): «Anche il Primo Maggio può essere una festa amara e purtroppo questa è macchiata da problemi e tragedia. Siamo a Perugia per ricordare due lavoratrici vittime di un atto criminale e folle. Due persone morte lavorando, non sono le uniche purtroppo. Emblematiche di un male oscuro: aver dimenticato che le persone che lavorano fanno funzionare questo paese. Molti dei mali del paese non derivano da chi lavora, ma da chi ha il potere di prendere le decisioni: questo potere viene distorto tanto da pensare che le due donne e il carabiniere possano essere i responsabili dei drammi di chi le ha colpite. Le politiche delle banche e dei governi hanno impoverito i cittadini e bruciato centinaia di migliaia di posti di lavoro. Ciò che dobbiamo fare è invertire la tendenza: quando diciamo ‘il lavoro al primo posto’ non è uno slogan. Se non si cambiano le politiche il paese affonderà. Siamo favorevoli a togliere l’Imu sulla prima casa, ma ogni euro disponibile deve servire ad abbassare le tasse sul lavoro: questa è la nostra scelta».
Raffaele Bonanni (segretario Cisl) (fischi e cori ostili dalla piazza): «Siamo qui per ricordare che c’è da fare molto per i lavoratori, gli esodati, i cassintegrati. Dobbiamo concentrarci sull’unica casa essenziale: devono le classi dirigenti occuparsi dell’economia, senza una buona economia non avremo occupazione, avremo più povertà. Al governo, che ha lanciato segnali interessanti, chiediamo cosa vuole fare. Noi vogliamo che vengano tagliate le tasse su stipendi e pensioni. L’evasione fiscale deve diventare un reato penale. Letta deve tagliare la selva di amministrazioni: sono la causa di tante tasse che paghiamo. Anche in Umbria tante aziende chiudono, il governo deve avere coraggio di cooperare con i poteri locali, con le classi sociali. Nessuno può salvare da solo l’Italia».
Susanna Camusso (segretario Cgil): «Festeggiamo il Primo Maggio e manca lavoro. Va detto forte: senza lavoro l’Italia muore e deve essere un lavoro dignitoso che faccia guardare al futuro. Il lavoro deve essere sicuro, invece si è favorito il lavoro precario, che mette in competizione gli uni contro gli altri. Le impiegate uccise, i carabinieri feriti sono le vittime di una svalorizzazione del lavoro, si è pensato alla finanza. Non si può parlare della crescita se la piena occupazione non è il primo obiettivo. Il reddito va redistribuito: deve pagare di più che in questi anni ha guadagnato, chi evade, chi vuole togliere oggi l’Imu alle ville. Al governo diciamo: le risposte su ammortizzatori sociali ed esodati sono un modo di ricostruire il Paese. Oggi però è anche un Primo Maggio bello perché in tutte le piazze Cgil, Cisl e Uil si presentano con una piattaforma unitaria. Lo abbiamo fatto perché il lavoro ha bisogno di battaglie comuni: ci mettiamo alla prova, ci misuriamo tutti i giorni. Sull’Ast di Terni: non accetteremo spezzatini. C’è troppa violenza: il linguaggio dell’0dio contro la prima ministra di colore è lo stesso del femminicidio. Il messaggio vero di questo Primo Maggio è che non dobbiamo più dividerci e cominciamo a costruire lavoro. Cambiare si può, anzi cambiare si deve».
Allarme lavoro E’ stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad alzare la voce: «Sta esplodendo in Europa e anche su più vasta scala la questione della disoccupazione giovanile, di una generazione senza lavoro. E’ questa la nuova grande questione sociale del nostro tempo». Gli ultimi dati Istat dicono se è vero che il tasso di disoccupazione a marzo rimane stabile all’11,5%, invariato su febbraio, il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni sale al 38,4%. In un anno si sono persi 248 mila posti. Anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini ha ribadito che «il Primo Maggio di quest’anno cade nel quinto anno di una crisi economica che sta esigendo un prezzo sempre più alto in termini di posti di lavoro, persi o ‘degradati’».
Per Margherita e Daniela Ma la scelta di Perugia è stata fatta da Cgil, Cisl e Uil per ricordare Daniela Crispolti e Margherita Peccati, le due impiegate della Regione Umbria uccise il 6 marzo scorso al Broletto. «Ma il nostro pensiero – dicono – sarà rivolto naturalmente anche al carabiniere gravemente ferito nella sparatoria davanti a palazzo Chigi, un altro lavoratore drammaticamente colpito nello svolgimento del suo compito».
Programma e percorso A Perugia sono attese 10 mila persone con oltre 80 pullman da Umbria e altre regioni. Il corteo partirà, intorno alle 10, da piazza Partigiani per giungere in piazza IV Novembre. La polizia municipale rende noto che le vie interessate saranno chiuse al traffico veicolare solo momentaneamente al passaggio del corteo. L’arrivo in piazza IV Novembre è per le 11 circa. Il tragitto muove da piazza Partigiani, prosegue per un breve tratto di via Cacciatori delle Alpi (all’altezza della rotatoria), via Masi, viale Indipendenza, piazza Italia, quindi Corso Vannucci e piazza IV Novembre. Ad aprire il serpentone sarà la banda musicale di Ponte San Giovanni che precederà lo striscione di testa (“Priorità Lavoro”) dietro al quale sfileranno i segretari generali Camusso, Bonanni e Angeletti. Subito dopo la Rsu della Regione Umbria e poi i gonfaloni delle istituzioni (Regione, Province e Comuni). Insieme al corteo sfileranno 10 trattori.
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Il concerto Dopo la manifestazione nazionale, la festa proseguira’ come ogni anno fino alla mezzanotte in Piazza IV Novembre. Il programma prevede alle ore 16.00 lo spettacolo di burattini Il Bartoccio alla riscossa del laboratorio Tieffeu di Mario Mirabassi. Poi, poco dopo le 17, il via ai concerti con Michele Maraglino, El Terrific, La Jena & Mr Joint Selecta, 88 Folli e Scouts. Un crescendo di energie che dopo cena, piu’ o meno alle 22, culminerà nell’esibizione dell’ospite principale: Enrico Capuano con la sua Tammurriata rock.
Sicurezza rafforzata Rafforzate le misure di sicurezza dopo la sparatoria di palazzo Chigi. In una circolare inviata a prefetti e questori viene chiesto di tenere alta l’attenzione sulle manifestazioni. E massima attenzione c’è da parte della questura di Perugia per il Primo Maggio di Perugia, ma anche ad Assisi, dove verrà consegnata la cittadinanza onoraria al presidente israeliano Shimon Peres. I dispositivi predisposti ricalcano quelli già sperimentati in altri eventi di rilievo nazionale ed internazionale. In particolare, a Perugia le forze di polizia presidieranno i luoghi dove sono attesi circa 10 mila manifestanti, con l’ausilio della polizia municipale e provinciale per la viabilità e la protezione civile per indirizzare il consistente flusso in entrata e in uscita. Due i punti di afflusso e deflusso dei partecipanti: piazza Partigiani e i capolinea del minimetrò.
Imprenditori: c’è la Cna Ed è andato pressoché a vuoto l’invito agli imprenditori dei sindacati, dopo l’idea lanciata dal deputato Pd Walter Verini. Il messaggio di Confindustria e Confcommercio è: siamo con i lavoratori ogni giorno, non ci serve un palco. «Nell’emergenza – ha detto Giorgio Mencaroni – è naturale che si lotti insieme per il rilancio dell’economia. Che il Primo maggio gli imprenditori siano “formalmente” e fisicamente presenti o meno alle manifestazioni dei lavoratori non è così importante, perché non cambia la sostanza delle cose: ovvero che imprenditori e lavoratori sono insieme tutti i giorni, fianco a fianco, con grande fatica e strenuo impegno, per costruire un domani per se stessi e per l’Umbria». Solo la Cna ha preannunciato che, con una propria rappresentanza, sarà in piazza a fianco dei sindacati dei lavoratori «per evidenziare l’eccezionalità del tragico momento che stiamo attraversando».
