Pronto soccorso (foto F.Troccoli)

Regione e Asl riaprano quanto prima il pronto soccorso di Città della Pieve. È quanto chiede il sindaco di Montegabbione, Fabio Roncella, dopo che il Tar dell’Umbria ha accolto il ricorso del primo cittadino di contro la Usl Umbria 1, disponendo di fatto la riapertura del pronto soccorso. In particolare su mandato del Comune l’avvocato Stefano Mingarelli ha notificato a Usl e Regione, trascorsi 10 giorni dall’emissione della sentenza, «una diffida ad adempiere senza ulteriore indugio a quanto disposto dalla stessa, in particolare con la nomina di un commissario ad acta che organizzi in concreto il ripristino del pronto soccorso di Città della Pieve». «Contiamo – scrive il sindaco – in una azione fattiva dei soggetti responsabili, che possa così tra l’altro smentire le più o meno ironiche insinuazioni che in questi giorni serpeggiano, soprattutto sulla stampa online e sui social network, riguardo la presunta e poco onorevole volontà di differire qualsiasi iniziativa a dopo il 4 marzo, per evitare contraccolpi sui consensi». Roncella si dice preoccupato per la salute di migliaia di cittadini, «messa a repentaglio da una inerzia della quale qualcuno deve pur assumersi la responsabilità», e definisce «incomprensibile un intestardimento, peraltro forse scongiurato da una presa di posizione comune di tutte le forze politiche regionali a favore della immediata applicazione della sentenza, teso invece a continuare a negare ai cittadini la riapertura del pronto soccorso di Città della Pieve».

LA SENTENZA DEL TAR 

Il laboratorio di Castiglione Ad alcuni chilometri di distanza invece, a Piegaro, è il consigliere comunale di opposizione Augusto Peltristo a chiedere lumi sul futuro del laboratorio di analisi dell’ospedale di Castiglione del Lago. In una lettera inviata al direttore della Usl Umbria 1 e all’assessore regionale alla sanità Luca Barberini, Peltristo scrive che «come citadini del comune di Piegaro, nelle nostre precedenti missive chiedevamo quale futuro era prospettato nell’ambito del “Progetto di riqualificazione dell’assistenza sanitaria dell’ambito distrettuale del Trasimeno” per i centri di salute e in modo particolare per quello di Tavernelle che insiste nel nostro territorio». «Ora – spiega – veniamo a sapere che nel piano socio-sanitario regionale è programmata la chiusura del laboratorio di analisi dell’ospedale di Castiglione del Lago». Questo laboratorio si occupa di analizzare i campioni che arrivano dal territorio del Trasimeno e ora l’ipotesi è che «vengano portati all’ospedale di Pantalla o a quello di Branca». «Non capiamo – dice Peltristo – l’utilità di tale chiusura che aggravai i costi e continua a impoverire l’offerta di servizi nella zona del Trasimeno». Peltristo invita poi tutti i sindaci dell’Unione del Trasimeno a «lottare per fare in modo che i nostri territori non siano privati dei servizi essenziali».

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One reply on “Pressing su Usl e Regione: «Riaprite pronto soccorso alla Pieve». Timori per laboratorio di Castiglione”

  1. L’incoscienza nella stesura del piano strategico dei servizi sanitari necessari all’utenza del Comprensorio Trasimeno ripetutamente trova occasione per emergere. Noi cittadini siamo preoccupatissimi per quanto sta accadendo, mentre pare che nessun organo di rappresentanza e politico, tranne pochi soggetti, faccia emergere il piano demenziale spacciato dalla Regione ed accettato dai Comuni locali come “Progetto di riqualificazione dell’assistenza sanitaria dell’ambito distrettuale del Trasimeno. Viviamo in un’area dell’Umbria da sempre dimenticata dalla Regione nei progetti di sviluppo efficaci e concreti, tranne quando devono venire ad accaparrarsi i voti che rinnovano gli incarichi politici quinquennali!

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