Una «soluzione ponte per il 2016» e poi l’impegno a lavorare per una stabilizzazione. Martedì una rappresentanza dei 32 lavoratori precari del terremoto 1997 ha incontrato a palazzo Cesaroni l’assessore regionale alle riforme Antonio Bartolini e una delegazione dei gruppi dell’Assemblea legislativa. Ai lavoratori è stato promesso «un forte impegno istituzionale» per centrare i due obiettivi citati in apertura e garantire così questi dipendenti dei Comuni di Nocera Umbra, Valtopina, Monte Santa Maria Tiberina e Vallo di Nera. Persone «fortemente preoccupate» e contrarie all’interruzione del rapporto di lavoro in piedi ormai da 18 anni e che hanno richiesto con forza alla Regione un ulteriore sforzo per garantire la continuità del rapporto di lavoro, «magari in un ruolo transitorio, per pochi mesi».
La vicenda Il portavoce del centrodestra Claudio Ricci ha assicurato il massimo sostegno alle iniziative che la Giunta regionale porrà in essere per la soluzione del problema, sottolineando la necessità che i Comuni si impegnino fortemente per la fase di stabilizzazione. Il pd Andrea Smacchi invece ha proposto l’istituzione di un tavolo permanente per seguire e costruire insieme, istituzioni, lavoratori e sindacati, gli sviluppi futuri della vicenda. I contratti dei lavoratori scadono il 31 dicembre e a questo punto è necessaria una proroga o una stabilizzazione definitiva. Nelle settimane scorse i precari hanno dato vita a un presidio sotto palazzo Cesaroni, ricordando quelle che sono le loro storie: dopo il terremoto infatti molte amministrazioni hanno assunto diverse centinaia di amministrativi, operai, tecnici, per far fronte all’emergenza e poi alla ricostruzione. Lavoratori in certi casi stabilizzati, ma in altri no, e sono così proprio questi ultimi a chiedere a gran forza che si trovino le risorse necessarie.
