Protesta dei precari
Il presidio dei precari andrà avanti fino al 30 novembre

E’ iniziato lunedì mattina, a Perugia, sotto palazzo Cesaroni, sede del Consiglio regionale dell’Umbria, il presidio dei precari della ricostruzione, che andrà avanti tutti i giorni dalle 90 alle 17 fino al 30 novembre. Si tratta di circa 45 lavoratrici e lavoratori che dopo il terremoto del ’97 sono stati assunti con contratti a tempo determinato per far funzionare la complessa macchina della ricostruzione. «Oggi però, il taglio dei finanziamenti operato dal Governo sin dal 2010 non consente alla Regione Umbria di poter continuare a garantire la copertura finanziaria della legge, come avvenuto invece per le annualità 2011 ed il 2012 – spiega la Fp-Cgil provinciale di Perugia -. Così, nonostante la ricostruzione stessa non sia affatto finita, questi lavoratori si ritroveranno dal primo gennaio senza contratto, dopo 15 anni di lavoro precario».

Appello al Comune di Nocera Fp-Cgil, Fp-Cisl e Uil-Fpl, che promuovono la protesta, auspicano dunque che si trovino le risorse necessarie a garantire la continuità occupazionale e la stabilizzazione del personale da parte della Regione, «attraverso strumenti normativi e finanziari adeguati a non disperdere il patrimonio professionale che questi lavoratori rappresentano, a partire dalla Legge di Stabilità in discussione in Parlamento». La Cgil, infine, rivolge un appello al Comune di Nocera Umbra, dove i lavoratori precari sono impiegati, per chiedere anche a questo ente «maggiore impegno a salvaguardia del personale che in questi anni ha lavorato con impegno e competenza per la ricostruzione».

Prc: serve stabilizzazione La stabilizzazione di questi lavoratori è chiesta anche dal segretario del Prc Umbria Luciano Della Vecchia, che lunedì ha incontrato gli operai di fronte a palazzo Cesaroni: «Parliamo – spiega Della Vecchia – di territori già duramente colpiti dalla crisi, dalla cassa integrazione e da perdite di posti di lavoro». «A dicembre scadono i contratti – aggiunge Della Vecchia -: per questo chiediamo all’assessore regionale (Gianluca Rossi, ndr) una risposta concreta nella stabilizzazione dei precari, mettendo così fine all’incertezza per i lavoratori e le loro famiglie. Diciamo subito che siamo e saremo con i lavoratori a sostegno di questa giusta mobilitazione».

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One reply on “Terremoto 1997, i precari della ricostruzione sotto palazzo Cesaroni: «Vogliamo la stabilizzazione»”

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