di Maurizio Troccoli
Non usa diplomazia l’arcivescovo di Perugia nel dare la cifra dei rischi derivanti dalla povertà e «dall’egoismo». Preferisce non calibrarli i termini che mette nero su bianco sul primo numero del 2012 di “Notizie Caritas”, il periodico della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve che sarà in distribuzione il prossimo fine settimana con «La Voce», affinchè l’impatto che sono in grado di produrre valga a fare vibrare l’attenzione. Potrebbe essere anche questa una delle ragioni che fa da pilastro al monito: «Non voglio creare allarmi, ma questa crisi è davvero pesante», motivandolo con numeri che fanno tremare i polsi e che dicono di altre «4mila famiglie che si potrebbero aggiungere a quelle già sotto la soglia di povertà che rappresentano il 5% dei nuclei familiari umbri».
L’appello Lancia un appello nel suo editoriale, monsignor Bassetti: «Le famiglie che possono, sostengano quelle in difficoltà». La preoccupazione della chiesa sarebbe dietta al rischio dell’indifferenza, pare emergere dlle parole del vescovo: «Non possiamo restare indifferenti verso i fratelli in difficoltà – scrive mons. Bassetti –, soprattutto bisogna reagire a questo sentimento dilagante di individualismo e di egoismo che riguarda il comportamento di non pochi battezzati, giovani ed adulti. E’ il Vangelo che ci insegna a dare da mangiare all’affamato, da bere all’assetato…, a curare le ‘piaghe’ di tanti sofferenti che incontriamo lungo il nostro cammino, comportandoci da buoni samaritani. In questo particolare momento di crisi, quando i suoi gravi effetti si fanno sentire su singole persone, famiglie e intere comunità, chi può aiuti senza esitare chi è in difficoltà anche nell’accoglierlo a casa propria, condividendone i propri beni».
Il monito «Non voglio creare allarmismo – scrive il vescovo-, ma questa crisi è davvero pesante e non va sottovalutata, soprattutto quando le Forze dell’ordine colgono un allarme sociale legato alla difficile situazione, sostenendo che ‘se aumentano i problemi con le fabbriche in sofferenza, possono aumentare quelli di ordine pubblico’».
In numeri della povertà «Mi preoccupa – prosegue mons. Bassetti – un recente dato fornito dalla Cisl Umbria sulle difficoltà occupazionali in regione che riguardano circa 4 mila lavoratori, cioè ben 4 mila famiglie che potrebbero andare ad incrementare il numero di famiglie che si trovano già sotto la linea della povertà relativa, che sono circa il 5% delle famiglie residenti in Umbria, secondo il dato del Rapporto 2011 sulla povertà ed esclusione sociale di Caritas italiana e Fondazione Zancan. Queste 4 mila persone a rischio posto di lavoro sono attualmente occupate nelle ventotto principali realtà produttive della nostra regione, molte delle quali già in cassaintegrazione o in mobilità. E se a questi 4 mila aggiungiamo i lavoratori di piccole e piccolissime aziende che chiudono ogni settimana senza fare più notizia, la situazione è davvero pesante».

