Il Tescino alle porte di Terni

di F.T.

Dagli uffici della protezione civile della provincia di Terni la situazione viene definita «sotto controllo». Di acqua ne è caduta parecchia per tutta la giornata di venerdì. Le situazioni più critiche si sono registrate nel narnese e nel ternano, con decine di allagamenti e interventi da parte dei vigili del fuoco.

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Terni Il livello raggiunto dal torrente Tescino ha di nuovo fatto emergere il problema dei residenti di San Panfano: ogni volta che il corso d’acqua aumenta la sua portata, di fatto un intero abitato rimane isolato dal mondo. Sulla questione, lo scorso dicembre si era tenuta un’apposita riunione in prefettura, sollecitata dai cittadini. Un incontro a cui però non hanno fatto seguito soluzioni concrete. E intanto il problema si è puntualmente riproposto.

Vigili del fuoco «Com’è la situazione? Consideri che in questo momento i mezzi sono tutti fuori per gli interventi». Decine le chiamate al 115, con il personale che ha dovuto risolvere alcuni allagamenti di strutture private e imprese – in particolare a Narni – ma anche liberare le strade da frane, come è successo a Stroncone e nell’orvietano, nella frazione di Morrano.

Precipitazioni Le previsioni lasciano sperare in una tregua per la giornata di sabato, mentre domenica dovrebbe ricominciare a piovere. «Le precipitazioni di questi giorni sono sicuramente elevate rispetto alla media del periodo – spiega Marco Spinazza, responsabile della protezione civile provinciale -. Venerdì intorno alle 14, a Terni erano caduti circa 70 millimetri di pioggia. Solo a Piediluco in 6 ore sono stati rilevati ben 50 millimetri. Ma anche in provincia, orvietano e nella zona del lago di Corbara, sono stati misurati circa 60 mm di pioggia in sole 12 ore».

Fiume Nera La situazione a Terni viene monitorata costantemente, anche se l’ondata di piena non preoccupa gli addetti ai lavori. Nella giornata di sabato le criticità maggiori hanno riguardato la Valnerina, con la chiusura di una strada comunale fra Torre Orsina e Castel di Lago: «Un problema che si ripropone – spiegano dalla protezione civile – ma in questo caso l’emergenza era legata soprattutto alla caduta di un albero. Al momento i corsi principali, Nera incluso, sono sotto controllo».

Narnese Dalla protezione civile narnese fanno sapere che «le situazioni di criticità registrate in giornata, stanno rientrando». Il riferimento è alla chiusura di alcune strade secondarie – Erbabigia e Canto del Gallo – e di altri tratti prossimi torrenti Calamone e Caldaro. «Rispetto alla mattina di venerdì, fiumi si sono abbassati – spiegano i volontari –. Lo stesso torrente Aia è sceso di 80 centimetri. Certo, l’attenzione rimane alta, nella speranza che smetta di piovere».

Orvietano Venerdì pomeriggio è stata aperta la diga di Corbara. Tutti i comuni interessati sono stati avvertiti per tempo, unitamente ai gestori delle strade. «Al momento – spiega Marco Spinazza – siamo ben lontani dai livelli che portarono alle esondazioni del novembre 2012». Dall’Associazione protezione civile dell’orvietano – attiva sui territori di Allerona e Castelviscardo – ci fanno sapere che il fiume Paglia «ha superato un po’ ovunque il primo dei quattro livelli di attenzione». Ad Allerona l’ultima altezza idrometrica rilevata è di 2,72 metri, l’idrometro di Morrano è a 2,43 mt mentre a Orvieto Scalo (ponte dell’Adunata) siamo a 4 metri esatti. Misure, come detto, lontane dai livelli di allarme. Nella serata di sabato il fiume avrebbe smesso di crescere. Tuttavia, a parte qualche smottamento fra Allerona e Castelviscardo, non si registrano situazioni critiche. L’attenzione rimane comunque alta.