Se fino a oggi, nella provincia di Terni, in molti hanno sponsorizzato l’utilizzo degli impianti di Piediluco per le olimpiadi di Roma 2024, i Verdi dicono no. La notizia viene diramata da un comunicato del circolo provinciale Vas, Verdi Ambiente e società, che intima il ‘giù le mani da Piediluc0’ a chi vedeva già la località lacustre come teatro di alcune discipline acquatiche.
Olimpiadi e cementificazione I Verdi puntano subito il dito contro la decisione del consiglio comunale di Roma, che ha di recente approvato la mozione di sostegno della candidatura della capitale per i giochi olimpici del 2024. «Siamo fortemente contrari – scrivono – alle olimpiadi sotto molti punti di vista. prima di tutto sotto il profilo ambientale dato che, prima dello svolgimento di questi eventi, vengono sempre realizzate delle grandi opere devastanti a livello ambientale aumentando la cementificazione del territorio, che in Italia ha raggiunto livelli record, sottraendo terreni agricoli ai contadini e alle comunità e garantendo in questo modo l’esplosione della rendita fondiaria».
Troppo agonismo, intrecci politici Altri punti sottolineati nel comunicato sono relativi al «messaggio distorto che le olimpiadi anno a livello sportivo – proseguono – visto che la loro idea di sport è basata sul massimo agonismo e su una visione estrema di competizione che nulla possono offrire in termini di fratellanza tra i popoli, slogan, questo, originario dei giochi olimpici». I Verdi non si limitano all’agonismo, ma puntano il dito anche contro «le opere che verranno realizzate e che andrebbero ad alimentare l’intreccio politico-affaristico che sta emergendo dall’inchiesta denominata ‘Mafia capitale’. L’unico modo per affrontare la corruzione – aggiungono – è quello di fermare immediatamente le grandi opere, in questo caso delle Olimpiadi».
Piediluco sia tutelata ed esclusa dai giochi La candidatura di Piediluco parallelamente a quella di Roma è stata pensata per promuovere il territorio facendo disputare anche nella località lacustre le discipline acquatiche. «Questa opzione è totalmente assurda da sembrare un brutto scherzo – decretano i Verdi – ma, purtroppo, non lo è visto che molti politici locali stanno sponsorizzando questa soluzione. Il borgo di Piediluco, con il suo splendido lago, non può in alcun modo ospitare i giochi olimpici visto che è una zona talmente fragile da essere stata inserita tra quelle di interesse comunitario, Sic, che meritano una conservazione degli habitat naturali e semi-naturali e della flora e della fauna selvatiche. Ci riesce difficile -concludono – pensare che questo obiettivo possa conciliarsi con la cementificazione del territorio funzionale al pernottamento delle migliaia di visitatori che si recherebbero a Piediluco. Perciò diciamo un no netto alla candidatura di Roma 2024 e, di conseguenza, alla parallela candidatura di Piediluco».
Degrado e abbandono per Piediluco Il borgo di Piediluco è al centro dell’attenzione da diverso tempo non solo per l’importanza degli impianti sportivi e per la Festa delle acque, ma anche per le condizioni in cui versano alcune zone sensibili della cittadina. A febbraio scorso, Forza Italia aveva denunciato le condizioni di degrado di alcune parti del centro abitato e del pontile, mentre sembra irrisolvibile la vicenda dell’ex locale Merendero, in totale stato di abbandono e il cui bando per la gestione, promosso dal Comune di Terni, è andato deserto.
